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Italia > Politica

Un nuovo direttore per la Fao

di Alberto Barlocci

- Fonte: Ciudad Nueva Argentina

Il brasiliano José Graziano succede a Jacques Diouf alla guida dell’agenzia dell’Onu per l’agricoltura e l’alimentazione

jose graziano

Il brasiliano José Graziano è stato eletto direttore generale della Fao, il fondo delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione. Il sudamericano succede al senegalese Jaques Diouf, che ha diretto l’organismo negli ultimi 18 anni, ed ha superato in dirittura d’arrivo allo spagnolo Miguel Angel Moratinos per uno strettissimo margine di voti.

 

Graziano è stato un collaboratore fondamentale durante la gestione del presidente del Brasile Inacio Lula da Silva, in quanto responsabile della politica sociale: ha applicato piani come "Fame Zero", che hanno permesso a 32 milioni di brasiliani di superare la soglia della povertà. Il suo arrivo alla Fao corona anche il desiderio di Lula di trasferire in questa sede l’esperienza accumulata in materia di lotta contro la povertà durante 8 anni di gestione del suo governo. Si speculava infatti anche in una possibile candidatura di Lula per questo incarico, proposta che l’ex presidente ha rifiutato, considerando che si tratta di un posto al quale devono accedere persone dotate di conoscenze specifiche onde coordinare strategie e politiche efficaci su tutto il pianeta.

 

Se da un lato va considerata la necessità di evitare periodi lunghi di gestione, come nel caso dei 18 anni di Diouf, dall’altro la presenza di persone dotate di competenze tecniche e esperienza diretta sul campo (cosa abbastanza probabile in figure provenienti dai paesi in via di sviluppo) è la chiave per affrontare la sfida contro la povertà e la fame, che si trasformano in quanto a complessità: oltre ad una grossa fetta di popolazione che non riesce ad accedere ad un’alimentazione adeguata, oggi ci sono anche due miliardi di abitanti con problemi di sovrappeso o di obesità. Contemporaneamente, la ricerca nel campo di produzione agricola deve avanzare per proporre sistemi di sfruttamento di terre oggi considerate non produttive. Un’esperienza, questa, nella quale il Brasile ha registrato risultati incoraggianti, e un potenziale che appartiene sopratutto alle aree del pianeta dove lo sviluppo è ancora una meta lontana. È infatti di questi giorni l’annuncio che l’Argentina potrebbe aumentare da 100 a 160 milioni di tonnellate il racconto annuale di grani (mais, grano, soia, girasole, ecc.).

Riproduzione riservata ©

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