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Italia > Società

Quale solidarietà internazionale?

di Davide Bilardi

- Fonte: Città Nuova

Il convegno di New Humanity e Associazione Papa Giovanni XXIII presso il Palazzo delle nazioni a Ginevra.

Palazzo delle nazioni – Ginevra

Molte sono le sfide che la società internazionale si trova a dover affrontare in questa chiusura di decennio. Sembra quasi che il giro di boa di questi primi due lustri del nuovo secolo richiami la necessità di fare bilanci e prendere nuovi impegni. Ma dove guardare? Su cosa puntare con decisione perché, per una volta, uno di questi bilanci globali si chiuda in attivo?

 

Mi ha colpito, nonostante il crescente senso di sfiducia e di lontananza percepito dai “cittadini globali” verso le istituzioni internazionali, il lavoro di tessitura di rapporti che i capi di Stato e di governo hanno portato avanti in occasione della recente Assemblea generale della Nazioni Unite il cui riconosciuto valore come scenario di mediazione internazionale è testimoniato dal fatto che esso venga scelto come luogo per lanciare proposte forti, in altri contesti difficilmente proponibili: si pensi alla proposta francese di tassare le transazioni speculative o al forte input al processo di pace in Medio Oriente dato dal presidente degli Stati Uniti in questa occasione.

 

Al contempo si assiste ad una sempre maggior sensibilizzazione dal basso riguardo il contributo che ciascuno può dare a questo “bilancio globale”, nelle proprie scelte di consumo e di stile di vita. Due mondi apparentemente distanti, ma che denotano una comune sensibilità alla ormai evidente interdipendenza tra singoli, popoli e nazioni.

 

New Humanity, organizzazione non governativa che rappresenta presso l’Onu il Movimento dei focolari, lavora da alcuni decenni presso le principali sedi delle Nazioni Unite per promuovere e proporre, attraverso contributi teorici e buone prassi, la cultura del dialogo, dell’apertura all’altro. Ultimo frutto di questo lavoro un evento dal titolo “Human Rights and Internazional Solidarity” organizzato presso il Palazzo delle Nazioni a Ginevra insieme all’Associazione Papa Giovanni XXIII, in occasione del recente Consiglio per i diritti umani.

 

Quale la particolarità di questo evento, almeno dal punto di vista del lavoro portato avanti da New Humanity? La presenza di una voce istituzionale come quella del dott. Rudi Muhammad Rizki, dal 2005 esperto indipendente delle Nazioni Unite per la tematica della solidarietà internazionale, che ha svolto l’intervento chiave della conferenza.

 

In occasione della stesura del suo ultimo rapporto su questo tema, molto intenso è stato il dialogo da lui avviato con chi pratica fattivamente la solidarietà internazionale, tanto a livello istituzionale quanto a quello non governativo. Dialogo che ha avuto ampi riflessi nel testo ufficiale presentato al Consiglio per i diritti umani. In esso è presentata una prospettiva coraggiosa che si spinge a parlare di solidarietà non solo limitatamente ai casi di calamità naturali, ma come habitus dei rapporti internazionali, espressione concreta di quella sensibilità presente nella natura umana di considerare l’altro come un fratello e che, in definitiva, è alla base delle principali tradizioni religiose dell’umanità.

 

A questo coraggio New Humanity ha voluto dare rilievo sostenendo e rafforzando quanto proposto dal rapporto in sede ufficiale attraverso altri interventi di livello affidati a Esther Salamanca, docente di diritto internazionale all’università di Valladolid in Spagna ed a Shyami Puvimanasinghe, ricercatrice sulle tematiche dello sviluppo internazionale e dei diritti umani. Sono seguite testimonianze di solidarietà concreta e fattiva tra persone e popoli, in Indonesia e Zambia. Una ottantina i presenti: studenti, politici, rappresentanti di Stati e del mondo religioso.

 

Se il contesto delle istituzioni internazionali continua ad essere l’ambito in cui gli Stati possono trovare risposte comuni alle sfide globali, se la società civile sempre più acquisisce una sensibilità che sia attenta nel quotidiano alle esigenze di solidarietà, allora l’azione di istituzioni come New Humanity svolge un ruolo fondamentale: essere albero di trasmissione tra le azioni silenziose, volte a far sì che il “bilancio globale” si chiuda finalmente in attivo, e le grandi assise mondiali.

 

Per sapere di più

         Obiettivi di sviluppo del Millennio

         Consiglio per i Diritti Umani

         New Humanity

         Azione per un Mondo Unito (AMU)

         Associazione Papa Giovanni XXIII

Riproduzione riservata ©

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