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Mondo > Europa

Olanda divisa alle urne

di Michel Bronzwaer

- Fonte: Città Nuova

Le elezioni nei Paesi Bassi hanno premiato di strettissima misura i liberal-conservatori, mentre crescono notevolmente i consensi dell’estrema destra.

rutte wilders

Com’è possibile? In un paio d’anni, un Paese notoriamente caraterizzato dalla stabilità politica e sociale si è trasformato in una società vittima di una certa frammentarietà. Dal momento in cui è apparso (nel 2001) e scomparso assassinato (nel 2002) il leader “politicamente scorretto” Pim Fortuyn, altre figure politiche – Rita Verdonk, Jan Marijnissen, Geert Wilders – hanno potuto raccogliere abbondantemente voti da un elettorato che rifiuta decisamente di continuare a dare fiducia ai partiti “di establishment”.

 

Questo spiega anche ora il grande successo di Geert Wilders con il suo “Partij voor de Vrijheid” (Pvv), il cui profilo si condensa in “meno criminalità, meno immigrazione, meno islam”, come ha detto lo stesso Wilders nel suo discorso subito dopo le elezioni. Il successo di questo partito di estrema destra si deve senz’altro al divario tra l’élite politica e una parte sostanziale del popolo, che si sente abbandonata: ne è risultato un paesaggio politico in cui nessuno dei partiti può appoggiarsi su più di 20 percento della popolazione.

 

Ciò che spicca particolarmente è il calo massiccio del Partito democristiano (da 41 a 21 seggi), che a parere dei più non è dovuto tanto ad un allontamento dalla politica cristiana, quanto alla mancata fiducia nel leader e primo ministro attuale, Jan Peter Balkenende: la sera stessa delle elezioni, ancora prima che tutti i voti fossero contati, ha abdicato come leader politico.

 

Come andare avanti? Cercare di unire partiti molto diversi in una coalizione che dovrà affrontare importanti decisioni per il futuro non sarà facile. Speriamo che la ragione vinca sui sentimenti, e si riesca a formare un governo che trovi nella varietà dei suoi componenti una forza che unisce la nazione e non una fonte di divisione.

 

 

Nella foto: il leader liberale Mark Rutte (a sinistra) e quello del Pvv, Geert Wilders.

Riproduzione riservata ©

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