«Volevo fossimo di più, ma siamo in tanti ed è mio dovere – ha detto Guido Longo – portarvi la mia esperienza. Vedo nascere i medesimi movimenti sorti a Palermo negli anni delle stragi: ero lì, ma qui lasciano maggiori speranze, perché sono spontanei e non il frutto di fatti gravissimi. Possono essere forieri di cambiamenti sostanziali».
A testimoniare la volontà di cambiamento sono state soprattutto le persone intervenute: nonostante il freddo e la pioggia ha vinto la voglia di partecipare. Con le prossime edizioni del festival, ha annunciato il presidente del consiglio comunale Marco Monaco, sarà realizzata una sala d’incisione per gli artisti che fanno della propria musica uno strumento per la lotta alla criminalità.
