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Ambiente > Rivoluzione ambiente

Un treno a idrogeno, grazie al termovalorizzatore

di Lorenzo Russo

- Fonte: Città Nuova

Produrre idrogeno green destinato alla decarbonizzazione della linea Brescia-Iseo-Edolo. L’annuncio del progetto della joint venture tra A2a, Snam e Ferrovie Nord.

treno a idrogeno (Coradia iLint – Alstom/R.Frampe)

La linea ferroviaria locale Brescia-Iseo-Edolo che passa per la Valcamonica, nei prossimi due anni subirà un significativo cambiamento. Una rivoluzione green utilizzando un treno dalla combustione dei rifiuti. La linea ferroviaria infatti vedrà percorrere treni ad idrogeno prodotto dal termovalorizzatore di Brescia invece che da combustibili fossili, a prezzi decisamente più bassi.

Il progetto è stato annunciato pochi giorni fa dal gruppo A2a, società che opera al nord Italia e che si occupa di generazione, vendita e distribuzione di energia, il teleriscaldamento, la raccolta e il recupero dei rifiuti, la mobilità elettrica e i servizi smart per le città, l’illuminazione pubblica e il servizio idrico integrato.

Controllata dai comuni di Milano e d Brescia, la A2a si è alleata con il gruppo Snam – operatore europeo nel trasporto e nello stoccaggio di gas naturale, con un’infrastruttura in grado di abilitare la transizione all’idrogeno – e Ferrovie Nord per un progetto ambizioso: sostituire entro il 2023 i vecchi treni trainati da locomotive diesel, con nuove motrici che sfruttano la tecnologia dell’idrogeno.

Il progetto va oltre il trasporto sul ferro. L’idrogeno prodotto servirà infatti anche ad alimentare la rete di trasporto pubblico locale su ruote.

L’idea della ferrovia ad idrogeno in realtà era già stata presentata a fine 2020. L’innovazione sta nel fatto che l’idrogeno utilizzato avrà origine dal termovalorizzatore di Brescia, dove la produzione ha mosso i primi passi anche grazie a un finanziamento della Comunità europea. Si tratta di idrogeno verde-blu, perché per il 45% è ottenuto dalla combustione di materiali “biogenici”, come gli scarti di origine vegetale.

Sarà quindi costituita una nuova società che vede la fusione – per questo progetto – tra A2a, Snam e Ferrovie Nord e dovrà realizzare un elettrolizzatore da 6 megawatt con sistema di compressione e di stoccaggio dell’idrogeno, che verrà alimentato dall’energia elettrica prodotta dal termovalorizzatore.

 

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