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Cultura > visioni

Cinema, Venezia 2020 in partenza

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

L’Italia fa la parte del leone a Venezia in una mostra del cinema coraggiosa e piena di novità

Venezia, Cate Blanchett AP Photo/Kirsty Wigglesworth

Coraggiosa la 77a edizione della mostra del cinema in laguna, a Venezia. In tempi di pandemia con tutte le precauzioni. Ma come sarà in effetti lo vedremo giorno per giorno.

Intanto, il programma è fitto: 62 film, 15 cortometraggi, 18 nella sezione Concorso in cui sono presenti ben quattro italiani e otto donne registe. Una mostra al femminile, pare, anche perché la presidente della Giuria internazionale è Cate Blanchett, la diva australiana super premiata con  l’attrice francese Ludivine Sagnier, la regista inglese Joanna Hogg, e poi l’attore Matt Dillon, i l regista tedesco Christian Petzold e i l regista rumeno Cristi Puiu.

L’Italia fa la parte del leone, o del leoncino. Tornano Gianfranco Rosi con “Notturno” ambientato in Siria,  Emma Dante con “Le sorelle Macaluso” e pure Susanna Nicchiarelli con “Miss Marx” (la figlia del filosofo) e infine Claudio Noce con “Padrenostro “sugli “anni di piombo” interpretato e prodotto da Pierfrancesco Favino.

Apre , dopo ben undici anni, l’italiano Daniele Luchetti con “Lacci”, mentre nella sezione Orizzonti Umberto Pasolini presenta “ Nowehere Special”, Massimo D’Anolfi e Martina Parenti“ Guerra e pace”, Pietro Castellitto – figlio di Sergio – esordisce con “I predatori” e Gaia Coppola nipote di Francis con “Mainstream”, Luca Guadagnino presenta il docufilm “Salvatore, Shoemaker od Dreams” e la mostra chiude con Stefano Mordini e il suo “Lasciami andare” con i “volti noti” Stefano Accorsi, Valeria Golino, Maya Sansa.

Insomma, c’è tanta Italia.

Ma non solo, per fortuna. La Russia di Andrej Konchalovsky appare con  “Dear Comrades”, la Francia di Nicole Garcia con “Amants”, Amos Gitai con “Laila in Haifa”, Kurosawa con “Wife of a Spy”e poi in gara Iran, Canada, Polonia, India, Azerbaijan, Germania, Usa. Un bel pezzo di mondo, anche se mancano i soliti colossi americani che puntano al Leone e niente Cina.

Quali i contenuti dei prodotti presentati? I più vari, tanto che questa appare la mostra di un mondo “in frammenti”. Con qualche sorpresa: il film prodotto da Malick “The book of visions”, la dura opera prima di Mauro Mancini con Alessandro Gassman “Non odiare” nella Settimana della Critica o Almodòvar, fuori Concorso con The Human Voice” da Cocteau con Tilda Swinton. E c’è anche Greta Thunberg. Vedremo.

 

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