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La ferocia dei narcos Zeta

Otto anni fa, per vendetta, i narcos del cartello degli Zeta rasero al suolo e bruciarono le case del villaggio di Allende, nello stato di Coahuila in Messico, facendo scomparire tutte le persone che avevano l’unica colpa di portare il cognome di un presunto traditore.

Ora residenti della cittadina di Villa Union, a 12 miglia da Allende, temono un ritorno a quei giorni, dopo che sabato decine di camioncini pieni di uomini armati e mitragliatrici hanno invaso il villaggio, ingaggiando una lunga battaglia con la polizia di stato, e causando la morte di 23 persone. Ovunque i segni delle pallottole sparate all’impazzata.

Fino a qualche tempo fa, erano i marines messicani ad assicurare la sicurezza dell’area con i loro pattugliamenti. Erano noti per non essere stati corrotti dai cartelli e per non aver ceduto in battaglia con loro. Recentemente, però, il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador li ha assegnati ad altri compiti. «I marines sono gli unici di cui mi fido – ha detto un meccanico locale –, gli altri prenderanno una bustarella». (Foto AP / Eduardo Verdugo)

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