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Via i siriani da Istanbul

di Aurelio Molè

I profughi siriani non registrati che vivono a Istanbul, in Turchia, devono lasciare la città entro il 30 ottobre. È il termine massimo. I siriani che, su base volontaria, non aderiranno saranno espulsi e dovranno recarsi nelle province di ingresso in Turchia. La data, precedentemente programmata, era il prossimo 27 agosto. Cresce il sentimento anti-rifugiati dopo che la Turchia aveva aperto le porte a milioni di siriani in fuga dalla guerra. Agli irregolari sarà concessa la possibilità di registrarsi nelle altre province del Paese, ad eccezione di Antalya, nel Sud. Gli studenti e i lavoratori con permesso sono esentati dal decreto. Sono 347 mila persone i siriani che hanno un lavoro ufficiale nella sconfinata Istanbul con oltre 15 milioni di abitanti che si estende dall’Europa all’Asia e sono 3,6 milioni i siriani ospitati nel Paese, il numero più alto in una nazione straniera. La non piena integrazione, il proliferarsi delle scritte in arabo in Istanbul, i molti irregolari, sono state alcune delle cause del decreto. Paure cavalcate ad arte, guarda caso, da politici in cerca di facile consenso.

 

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