La Mostra del cinema di Venezia è la festa di George Clooney, incoronato con il premio alla carriera a soli 65 anni. Ma lui non si demoralizza per la vecchiaia che avanza, abbronzato, innamorato e tonico come appare al Lido tra la festa dei fan. Anzi gode che Venezia sia ai suoi piedi, visto che nella settimana in cui si ferma sono previsti diversi impegni molto glamour, di classe, come è lui, il divo americano più italianizzato. Glorificato fin dal 1998, quando apparve per la prima volta con il film di Soderbergh Out of Sight al fianco di Jennifer Lopez. Insomma, anche se Hollywood quest’anno si è smarcata dal Lido e punta direttamente agli Oscar (grande assente Tom Cruise), Clooney c’è e il direttore Barbera ne è soddisfatto.
Criticato per l’overdose italiana e la quasi totale assenza di registe – di attrici è zeppo comunque il programma – Barbera ha scelto per le gare nelle diverse sezioni parecchi film made in Italy, con registi come De Angelis, Pallaoro, Bechis e Strippoli in gara insieme a Moretti, il Nanni nazionale che vi ritorna dopo 37 anni e che è già in odore di Leone d’oro con il suo Succederà questa notte con l’immancabile ormai Jasmine Trinca e il francese notissimo Louis Garrel.
Nanni vincerà per merito del film o per premiare una lunga carriera di autore “originale” sotto diversi punti vista? La giuria, diretta dall’attrice e regista americana Maggie Gyllenhaal, deciderà. Per quanto riguarda ancora l’Italia, non mancano registi come Martone (Scherzetto) e Amelio, con Nessun dolore, storia di immigrazione non accolta, entrambi fuori concorso. Nella sezione Orizzonti troviamo invece La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini, sul caso Varani, Una storia opera prima di Anna Foglietta, con Alba Rohrwacher, e, per la serie tv, Peccato di Emanuela Fanelli.
Film italiani su drammi personali e familiari tra guerra migranti e famiglia. Vedremo, anche se il nostro cinema è ormai troppo imprigionato su temi noti e non riesce ad uscirne. Vedremo Dio ride, film di chiusura, di Giovanni Veronesi su un frate “folle” e L’inquisizione con i due bravissimi Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando.
Passando all’estero, ci siamo con Le avventure di Cliff Booth di David Fincher con Brad Pitt (chissà che non si presenti anche lui al Lido), Company dell’attore ora regista Casey Affleck, Primetimer di Lance Oppenheim con l’ex vampiro Robert Pattinson e poi Florian Zeller con Bunker con Javier Bardem e la sua Penélope Cruz, molto atteso. Infine, Werner Herzog con Bucking Fastard.
Naturalmente ci sarà la politica, cioè manifestazioni pro Palestina e la passerella dei nostri onorevoli, immancabile, purtroppo.
I film più attesi? Sembrano Ink di Danny Boyle e Possible Love del coreano Lee Chang-dong. Per l’Italia in sovrappeso filmico, restiamo in attesa. Intanto, il Lido è già pieno e i prezzi quasi impossibili. Speriamo bene per i giovani e giovanissimi appassionati e pronti comunque a tutto.
