Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Mondo > Esteri

Ceuta andata e ritorno: l’approdo di Musafir

di Michele Zasa

I circa 80 mila nordafricani arrivati a Ceuta sono quasi tutti tornati in patria. Restano più di 80 morti e oltre 40 dispersi, restano i sopravvissuti e una domanda: cosa ha originato la spaventosa migrazione? Parte da qui il viaggio di Musafir.

Polizia marocchina sulla frontiera dell’ enclave spagnola di Ceuta. Ansa EPA/JALAL MORCHIDI

All’indomani dell’enorme flusso migratorio nordafricano giunto a Ceuta, la comunità internazionale ha formulato tutta una serie di ipotesi sulle relative cause: guerra ibrida, manovre dei servizi segreti di Rabat, vendetta del Marocco per la ritrovata amicizia tra Algeria sua nemica giurata e Spagna, le recenti intese tra iberici e algerini sulle risorse del Sahara Occidentale e ancora, la sanatoria per gli immigrati attuata dal premier iberico Sánchez, le strategie anti europee di associazioni criminali e dei mercanti di esseri umani, fino alla grande fuga dalla crescente desertificazione del Nord Africa.

L’illusione della via del mare

Tante ipotesi ma nessuna certezza e resta incredibile pensare che dalla sera alla mattina, senza che nella loro terra vi sia alcuna guerra o rivolta civile in atto, 60.000 persone fuggano dal Marocco, anche se è pur vero che non ci sono peggior nemici della povertà e della fame!

La maggior parte dei nordafricani approdati a Ceuta sono giovanissimi e tanti di loro minorenni e quasi tutti confermano a chi li intervista, di aver appreso sui social che «se avessero raggiunto Ceuta via mare e non via terra, nessuno li avrebbe potuti rimpatriare» e ne sono così convinti da rischiare la loro stessa vita e perderla come purtroppo per tanti di loro è realmente accaduto.

Il portavoce del ministero dell’Interno del Marocco, Rachid El Khalfi, a sua volta conferma che lo sconfinamento di massa «non è stato né frutto del caso né di reazioni spontanee, ma è scaturito dall’interazione di diversi fattori convergenti, tra cui spiccano lo sfruttamento doloso delle piattaforme digitali, la diffusione di informazioni fuorvianti, le attività delle reti di traffico di esseri umani e l’errata interpretazione di alcune informazioni di natura giuridica e amministrativa, che hanno creato l’”illusione” di poter accedere facilmente al territorio europeo senza incorrere in conseguenze legali». Spiegazioni quasi integralmente sposate dal premier spagnolo Pedro Sánchez.

Il caso Musafir

Per fugare allora ogni pericolosa illusione ho chiesto e ottenuto accesso agli archivi informatici del Consejo General del Poder Judicial (Cgpj), il Consiglio Generale della Magistratura spagnola, ed è così che ho appreso del caso di Musafir.

Nel 2000 la Spagna promulga la Ley de Extranjería, la legge sugli stranieri che regola appunto le immigrazioni e nel 2015 tale legge viene dotata della Decima disposizione aggiuntiva che prevede le cosiddette devoluciones en caliente, ovvero i “respingimenti rapidi alla frontiera”. Si tratta di un regime speciale detto rechazo en frontera, [rifiuto al confine] in virtù del quale «i migranti che tentano di entrare illegalmente in Spagna e sono sorpresi a superare irregolarmente gli elementi di contenimento terrestri o, in particolare, le recinzioni di frontiera a Ceuta e Melilla, sono soggetti al respingimento rapido». Ciò tecnicamente significa rimpatrio immediato senza prima garantire assistenza legale e giusto processo.

Ebbene nel 2024 un cittadino di nazionalità algerina che chiamerò Musafir, per tutelarne l’identità, mentre tenta di raggiungere a nuoto Ceuta, viene intercettato dalla Guardia di confine spagnola e in applicazione del predetto regime speciale viene immediatamente rispedito indietro.

Musafir impugna la decisione di espulsione rapida e, vittorioso in primo e secondo grado di giudizio, a fine giugno 2026 ottiene la conferma della giustezza giuridica delle due precedenti sentenze anche nel definitivo terzo grado.

La Corte suprema spagnola infatti stabilisce in quell’occasione che «chi entra via mare, non supera un elemento di contenimento “terrestre” di frontiera, quindi il rimpatrio immediato non è applicabile alle intercettazioni in mare».

Tuttavia sempre la Corte suprema precisa anche che «la decima disposizione aggiuntiva si riferisce agli elementi di contenimento di frontiera e non esclusivamente agli elementi di contenimento terrestri o, in particolare, alle recinzioni, e dunque nulla impedirebbe che, se si stabilissero elementi di contenimento in mare per proteggere la linea di confine, le suddette “devoluciones en caliente” possono essere applicabili a coloro che intendono attraversare irregolarmente il confine superando tali elementi di contenimento marittimo».

Sembra chiaro: in assenza di barriere galleggianti chi attraversa via mare, raggiunge Ceuta e viene bloccato, non può essere espulso su due piedi, ma ha diritto a restare in Spagna fintanto che non gli sia garantito un giusto processo che stabilisca, esso sì, il rimpatrio o la procedura di regolarizzazione immigratoria.

Ebbene quegli elementi di contenimento in mare non c’erano ancora quando la moltitudine dei migranti attraversava il confine.

I giovani nordafricani avevano dunque ragione sul fatto che raggiunta Ceuta via mare, le autorità spagnole non li avrebbero potuti rispedire subito indietro, ma si sbagliavano nel ritenere che il semplice approdo fosse esso stesso sufficiente a garantire loro la concessione della permanenza in Spagna o finanche la cittadinanza spagnola.

E così, motivati probabilmente da questo convincimento e costretti dalle estreme condizioni di povertà sofferte nella loro terra d’origine, a migliaia, come aveva fatto due anni prima Musafir, si sono tuffati nel Mediterraneo e il resto della storia è noto a tutti.

Quando poi il ministero dell’Interno spagnolo ha effettivamente posizionato una «barriera pneumatica di oltre 500 metri» nel tratto di mare di Tarajal ovvero sul confine marittimo di Ceuta con il Marocco, l’approdo di massa era ormai quasi totalmente avvenuto.

La maggior parte dei migranti molto presto è tornata in patria, ma l’emergenza umanitaria resta ed è drammatica.

Il ritorno di Musafir

Musafir nel frattempo si prepara a ritornare in Spagna. Non sappiamo quando lo farà né se, vittorioso ancora una volta in tribunale, riuscirà a ottenere legalmente la cittadinanza spagnola. Certo è che il suo precedente giuridico farà scuola negli annali del diritto e forse un po’ anche in quelli delle coscienze umane insegnandoci che inseguire una speranza e finanche un’“illusione” per chi è disperato, talvolta è qualcosa per cui vale la pena rischiare la propria stessa vita. Musafir in arabo significa “viaggiatore” e l’ho scelto non solo per proteggere l’identità del vero migrante algerino di cui ho raccontato la storia, ma l’ho scelto anche perché in molte lingue mediorientali, balcaniche e asiatiche “musafir” significa anche “persona ospitata”, e ciò forse da solo risponde alle tante domande che ci siamo posti finora,

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876