Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Storie > Esperienze

Da Conselve al mondo: la raccolta di farmaci per i Paesi in guerra

a cura di Redazione

- Fonte: Città Nuova

La rete nazionale opera in diverse città italiane per catalogare i medicinali donati ancora validi e distribuirli in Paesi dove sono difficili da acquistare. Il 26 e 27 settembre incontro a Conselve con il vescovo di Beirut, mons. César Essayan

Farmaci. Foto Pexels

Qualche anno fa, tramite l’Opera di Maria, è arrivato un appello da Treviso: dei volontari avevano avviato da tempo una raccolta di farmaci da destinare a Paesi in guerra, in particolare nel Libano, ma ora erano in difficoltà e si vedevano costretti a concludere questa attività, non senza cercare prima qualcuno che potesse portarla avanti.

Ci sembrava un peccato interrompere un’opera così importante. Ci siamo sentiti interpellati e abbiamo trovato a Conselve un luogo idoneo dove poterla continuare. Abbiamo così preso contatto con le persone che a Treviso se ne occupavano e siamo andati da loro per “imparare il mestiere”. Abbiamo quindi deciso di iniziare, anche se siamo una piccola realtà rispetto ai gruppi più organizzati già presenti in Veneto.

Ci siamo organizzati: con 5 o 6 persone disponibili abbiamo arredato una stanza e realizzato un volantino per promuovere l’iniziativa. Non si trattava però di fare un volantinaggio indiscriminato, perché trattare farmaci è una cosa piuttosto delicata, per cui abbiamo fatto la scelta di operare sempre attraverso rapporti personali.

Grazie alla rete italiana siamo in contatto con gli altri operatori diffusi sul territorio nazionale. Questo ci consente di avere informazioni importanti, di aggiornarci, di confrontarci sulle varie problematiche, di ricevere e di dare suggerimenti per migliorare il lavoro. Questi contatti sono cruciali perché ci permettono di avere una visione d’insieme, di renderci conto che non siamo isolati, ma che siamo un corpo che, con il contributo di tanti, può ottenere grandi risultati.

La nostra piccola organizzazione è questa: c’è chi si occupa di analizzare le richieste che arrivano – principalmente dal Libano –, chi si è specializzato nella suddivisione e catalogazione dei materiali raccolti, chi tiene in ordine il magazzino e prepara i pacchi per la spedizione e chi organizza il trasporto, normalmente verso Loppiano, in Toscana, che poi trova i canali per fare arrivare i materiali in Libano.

Loppiano però non è l’unico canale; infatti, i farmaci che ci arrivano con scadenza troppo breve non possono essere inviati in Libano perché dovrebbero avere una scadenza minima di 6 mesi. In questi casi, i contatti con la Caritas e altre associazioni del territorio ci permettono di arrivare a persone bisognose locali, principalmente seguite dai servizi sociali. A volte riusciamo perfino ad esaudire le richieste che ci arrivano dal Centro Mariapoli di Planina, in Slovenia. Attraverso di loro siamo riusciti a mandare materiali anche alla popolazione Ucraina. E grazie ad alcuni membri del Movimento dei Focolari abbiamo inviato alcuni medicinali anche in altri Paesi dell’est europeo.

Fortunatamente, ogni tanto riceviamo qualche donazione in denaro che ci consente di affrontare le spese di trasporto verso Loppiano, cittadella internazionale dell’Opera di Maria. Questo, infatti, è il punto più critico. Per ridurre i costi, cerchiamo sempre di coinvolgere persone che dal Veneto viaggiano verso sud e possono fare tappa a Loppiano, e talvolta c’è qualcuno del gruppo della Parola di Vita che si offre di fare un viaggio ad hoc. Una volta ci siamo serviti di una corriera di cinesi che da Cadine stava andando verso Roma, e un’altra un pullman di turisti proveniente dalla Slovenia. Un’altra volta ancora abbiamo noleggiato il pullmino di un’associazione che poi non ha voluto accettare i soldi. E per una spedizione in Slovenia una ditta ci ha prestato un pulmino con il pieno di carburante ed il telepass a bordo. Cerchiamo sempre di sfruttare prima di tutto questi “viaggi di provvidenza”; quando però questo non è possibile, le donazioni ci aiutano molto.

Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, ci ha insegnato a “buttare il cuore oltre l’ostacolo” e a credere che in qualche modo poi le cose si risolvono. Abbiamo sperimentato che è vero: basta solo che noi facciamo la nostra parte!

Nel 2025, tra farmaci, presidi medici e altri materiali, abbiamo spedito 84 scatoloni a Loppiano e una decina verso i Paesi dell’est, senza contare quelli consegnati direttamente in loco. Abbiamo inoltre inviato una carrozzina e un deambulatore nuovi che sono stati consegnati agli interessati direttamente dalle focolarine di Planina.

Per promuovere ed attuare la nostra iniziativa passiamo appunto attraverso le relazioni personali, e non perdiamo occasione per coinvolgere altre persone, molte delle quali poi ci fanno arrivare farmaci che non usano più, spesso perché le persone anziane sono venute a mancare. Oltre che da persone di buona volontà, i farmaci arrivano da medici e informatori scientifici che operano sul territorio.

Ad uno spettacolo di lode organizzato dal Gen Rosso, tenutosi a Conselve, abbiamo conosciuto la farmacista di un Paese vicino al nostro che ora è un’ottima fonte di approvvigionamento. Abbiamo anche rapporti di collaborazione con la Croce di Malta che ci fa pervenire farmaci e presidi raccolti nella zona di Milano.

Con alcune associazioni del luogo poi, a maggio 2025 abbiamo organizzato un pranzo solidale per il Libano a cui hanno partecipato 120 persone. In tale occasione, abbiamo fatto una videochiamata con Osvaldo, un focolarino presente in Libano. Questa videochiamata è stata importantissima, perché ci ha messo al corrente del dramma che stanno vivendo, e i presenti hanno toccato con mano la realtà e hanno conosciuto chi sono i destinatari del nostro lavoro. Anche il risultato economico è stato importante, perché ci ha permesso di inviare in Libano 2.000€.

Il giorno dopo, Osvaldo ci ha chiamato e, commosso, ci ha ringraziato perché sentiva forte la nostra vicinanza e la solidarietà attraverso i nostri sguardi. Ha detto che vedere come noi stavamo lavorando per loro l’ha incoraggiato molto ed è stato di grande conforto per lui. C’è poi una riflessione, che ci ha mandato lo scorso venerdì santo, e che vale la pena condividere con voi a conclusione di questa testimonianza:

Vorrei celebrare la Pasqua senza un ponte distrutto che mi impedisce di andare a Tiro per la Domenica delle Palme, senza le tracce delle bombe che ci impediscono di andare alla chiesa di Ain Ebel per la veglia pasquale. Vorremmo poter celebrare la Pasqua normalmente.

Purtroppo, non sappiamo che aspetto abbia il futuro. Ma spero che la speranza della Risurrezione continui a essere reale nelle nostre vite, a guidarci, a darci coraggio. Sapete, possono portarci via tutto, ma non possono toglierci la nostra fede nella bontà e nella giustizia di Dio. La nostra fede nel fatto che la vita e il bene trionferanno sempre sulla morte.

La Pasqua ce lo ricorda. Ci ricorda anche che il venerdì può sembrare troppo lungo, che il sabato può sembrare troppo solitario e troppo buio, ma che la domenica arriverà. E se non sappiamo che la domenica arriverà, allora il sabato sarà insopportabile.

Bisogna credere che qualcuno si trovi fuori dal sepolcro e che un giorno farà rotolare via la pietra.

Spero che ogni Pasqua ci ricorderemo di questo, noi libanesi, che possiamo considerare la nostra vita come un sabato prima della domenica.

Ma sappiamo che la domenica arriverà un giorno.

Anche quest’anno si è tenuto il pranzo di solidarietà e, insieme ad altre donazioni, si è riusciti a raccogliere 7.000€. Ma non solo: una raccolta straordinaria ha permesso di inviare in Libano un carico di farmaci destinati a curare la leucemia di un valore superiore ai 40.000€.

Ora, dopo diversi anni di contatti online, Osvaldo è in arrivo in Italia insieme al vescovo di Beirut per i cattolici di rito latino, mons. César Essayan, dove il 26 e il 27 settembre incontreranno la comunità di Conselve per conoscere e ringraziare personalmente chi mosso dalla solidarietà è impegnato in questa iniziativa a favore del popolo libanese, e per rinsaldare il rapporto che si è venuto a creare.

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876