L’Europa brucia, soprattutto in Spagna e in Francia che da giorni condividono la stessa emergenza: gli incendi che divorano migliaia di ettari di boschi e minacciano gli abitati. Complici le alte temperature e i venti che favoriscono il propagarsi delle fiamme. Controllare i roghi è diventato quasi impossibile e si impone in via prioritaria il salvataggio delle persone. In Francia gli incendi hanno devastato le foreste intorno alla regione vinicola di Bordeaux. In 5 giorni in Gironda sono andati a fuoco 42.000 ettari costringendo a evacuare circa 220.000 persone. Almeno 240 le abitazioni distrutte, 45 i campeggi costretti a chiudere, rovinando le vacanze di circa 40.000 persone. Altre 30.000 persone sono state costrette a fuggire dagli incendi scoppiati in altre regioni della Francia.
In Spagna, invece, le fiamme si sono alimentate intorno la capitale Madrid e nella provincia di Castellón. Oltre 100.000 persone sono state evacuate o invitate a rimanere in casa nelle rregioni colpite. L’Ue ha inviato assistenza a Francia e Spagna nell’ambito del Meccanismo di protezione civile dell’Ue per affrontare l’emergenza.
In Italia
Nel nostro Paese la Sicilia è la Regione più colpita con ettari di bosco bruciati, animali da allevamento e fauna selvatica carbonizzati, attività produttive in ginocchio. In varie parti del centro-sud Italia la situazione non cambia. A Peschici (Foggia), nel Gargano, è rientrata l’emergenza. Domenica 26 luglio alcune persone sono state soccorse e messe in salvo dai mezzi navali della Guardia di finanza, durante il devastante incendio che ha bruciato 150 ettari di vegetazione. Si è resa necessaria l’evacuazione dei bagnanti, che sono stati sorpresi dalla vastità delle fiamme che incombeva verso il bagnasciuga.
«Anche a causa dell’azione dei piromani gli ettari di boschi e terreni bruciati hanno superato i 66mila ettari nel 2026, oltre il triplo rispetto alla media storica degli ultimi 20 anni», afferma Coldiretti. «Bisogna rafforzare la prevenzione, intensificare i controlli e valorizzare il ruolo degli agricoltori come presidio del territorio, investendo anche nell’educazione ambientale per difendere un patrimonio indispensabile per la biodiversità, la sicurezza idrogeologica e la qualità della vita delle comunità».
La Sardegna investe sui droni. Il Molise punta sui satelliti
Alcune Regioni hanno intrapreso un percorso per prevenire l’emergenza. La Regione Molise ha deciso di sperimentare la tecnologia satellitare per rafforzare la prevenzione degli incendi boschivi. Il presidente Francesco Roberti ha formalizzato l’adesione al progetto sperimentale “Fire Detection”, che punta a migliorare il monitoraggio del territorio e la capacità di individuare tempestivamente i focolai attraverso l’impiego di dati satellitari.
In Sardegna, invece, si stanno sperimentando sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (droni) a supporto del monitoraggio ambientale, del contrasto agli incendi boschivi e delle attività di polizia giudiziaria su tutto il territorio regionale. L’impiego di questi mezzi consentirà di rafforzare numerose attività quotidiane del Corpo Forestale: il monitoraggio degli incendi boschivi e delle aree percorse dal fuoco, l’individuazione dei focolai residui, il controllo dello stato di salute delle foreste, il contrasto agli illeciti ambientali, la sorveglianza del dissesto idrogeologico, i rilievi del territorio e il supporto alle attività di polizia giudiziaria. Sentirsi “osservati” dalla tecnologia avanzata in uso al Corpo forestale può scoraggiare i comportamenti illeciti, rafforzando la percezione di una vigilanza capillare e moderna a difesa del territorio e della sua biodiversità.
