È emergenza incendi in Sicilia. A San Cataldo, alle porte di Caltanissetta, un vigile del fuoco è morto durante le operazioni di spegnimento di un incendio. L’uomo ha accusato un malore e poco dopo ha cessato di vivere. Si chiamava Alessandro Marchi, aveva 59 anni. Un altro suo collega è stato trasportato in ospedale.
A Santo Stefano di Quisquina, nel cuore dell’entroterra siciliano, in provincia di Agrigento, una parte della popolazione è stata evacuata. 100 persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni perché le fiamme, alimentate dal forte vento, minacciavano le abitazioni. Si è temuto a lungo anche per la presenza nella zona di un deposito di ossigeno, della clinica Ignazio Attardi, di una stazione di rifornimento e di una fabbrica di giochi d’artificio.
Altri roghi si sono sviluppati alle porte di Palermo, nella zona di Belmonte Mezzagno, e lungo la strada per Canicattì e nella zona di Saponara, in provincia di Messina.
In Sardegna, a Cagliari, è stato evacuato l’ospedale ARNAS Giuseppe Brotzu. Il Brotzu, con più di 600 posti, è un’ARNAS (Azienda di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione) e ha più di 600 posti. Le immagini dei pazienti sistemati sulle barelle all’esterno hanno mostrato uno dei vulnus della sanità nel nostro paese. L’incendio, in questo caso, potrebbe avere altre cause e non sarebbe dovuto al caldo.
Ma qual è la causa degli incendi? Il forte caldo e il forte vento di scirocco che, in alcuni casi, alimenta le fiamme, sono una nota determinante. Ma che le fiamme siano alimentate dalla mano dell’uomo è una certezza ormai difficile da ignorare. I terreni ripuliti dai roghi sono spesso più facilmente utilizzati per i pascoli. La gestione di ampie zone affidate alla forestale, con tutte le problematiche connesse, diventa spesso terreno fertile per l’azione dell’uomo.
A Modica, in provincia di Ragusa, un incendio ha devastato per giorni la collina di Monserrato che domina la città. Sono state spente e sono riprese con più virulenza poche ore dopo. La città sorge a ridosso di due torrenti, con una parte bassa che sorge proprio nell’alveo dei due corsi d’acqua ed è delimitata da 4 colline: una tra queste è Monserrato. La polizia ha arrestato un giovane di 23 anni, sorpreso nella zona e che, stando alle accuse, potrebbe essere un presunto incendiario. L’arresto è stato convalidato.
In molte zone della Sicilia la temperatura ha raggiunto picchi difficilmente eguagliabili. A Santa Croce Camerina (Rg) e Noto (Sr) il termometro ha toccato i 46 gradi. Il caldo record di questa infuocata estate sarà ricordato a lungo.
Individuare chi appicca il fuoco, in aree boschive spesso difficili da raggiungere, è impresa ardua. Ma che su molti incendi ci sia la mano dell’uomo, per le cause più diverse, appare oggi un dato difficile da contraddire.
