Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Mondo > Progetti

Wolisso, un segno del mondo che vogliamo costruire

di Chiara Andreola

- Fonte: Città Nuova

Tra i tanti progetti sostenuti dai fondi della Cei, c’è l’ospedale e scuola di ostetricia e infermieristica di Wolisso, in Etiopia. Ce ne parla don Dante Carraro, direttore del CUAMM – Medici con l’Africa

Un’immagine della scuola di ostetricia di Wolisso (foto©NicolaBerti-Cuamm)

«È un segno del mondo futuro che vogliamo costruire; uno dei tanti contributi nascosti che danno vita a passi di Vangelo e ad un futuro più dignitoso». Così don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa-CUAMM e medico egli stesso, definisce l’ospedale etiope di Wolisso con annessa scuola di ostetricia e infermieristica.

Don Dante Carraro, direttore del CUAMM (foto ©NicolaBerti-Cuamm)

Il CUAMM è presente in Etiopia, Paese di 130 milioni di abitanti di cui circa il 60% cristiani e meno dell’1% cattolici (il resto dei cristiani sono per la gran maggioranza copti, seguiti dai protestanti, mentre circa il 35% della popolazione è musulmana), dal 1980; e dal 2000 a Wolisso, dove è stato aperto l’ospedale di San Luca per volontà della Conferenza Episcopale Etiope. Una struttura voluta, spiega don Dante, «per dare un segno non solo di Vangelo proclamato a parole, ma anche di carità concreta verso tutti: è stata scelta una zona del Paese a maggioranza musulmana, dove c’è da subito stata grande collaborazione con le autorità locali e con la popolazione, tanto che il terreno è stato donato dalla comunità locale».

Nell’aprire la struttura, la Conferenza Episcopale Etiope ha chiesto aiuto alla CEI; che, grazie ai fondi dell’8 per mille, è diventata la maggior finanziatrice dell’ospedale e della scuola annessa. La necessità di fornire assistenza sanitaria andava infatti di pari passo, continua don Dante, «con quella di formare infermieri e ostetriche a servizio in particolare dei vari centri sanitari della Chiesa. Man mano che la scuola cresceva e guadagnava reputazione in tutta l’Etiopia, si è aperta a ragazzi e ragazze di ogni credo religioso che sono poi andati a lavorare anche in altri ospedali e centri sanitari, rendendo un servizio a tutto il Paese».

In oltre 25 anni, sia l’ospedale che la scuola sono cresciuti: il primo conta 180 posti letto e 400 dipendenti in gran parte locali, che garantiscono ogni anno 70.000 visite ambulatoriali e l’assistenza a 3.800 parti. La seconda conta una trentina di studenti per ciascun corso, di cui un 70% di fuori sede che alloggia nel collegio annesso all’ospedale; anche grazie agli aiuti previsti per chi non è nelle condizioni di pagare la retta.

Un’immagine della struttura ospedaliera e scolastica di Wolisso, in Etiopia (foto ©NicolaBerti-Cuamm)

La scuola però, e in particolare quella di ostetricia, non cresce sono in quantità, ma anche in qualità: «Negli ultimi 4 anni è emersa la necessità di rendere la scuola più qualificata, trasformando il diploma in ostetricia in baccalaureato, ossia il primo livello di istruzione universitaria – riferisce don Dante –. Questo ha significato prevedere non più tre ma quattro anni di corso: è stato quindi necessario ampliare sia le aule che i laboratori e le loro strumentazioni per ospitare più studenti, e coinvolgere di conseguenza più insegnanti e formatori. Dopo una prima fase di lezioni teoriche e su strumenti come manichini e simulatori, è infatti previsto che le future ostetriche vengano affiancate ad una professionista esperta all’interno dell’ospedale. Il nuovo corso è di fatto già partito per ostetricia, siamo solo in attesa del riconoscimento ufficiale da parte del ministero competente; e il progetto è quello di farlo partire anche per infermieristica».

Anche in questo caso c’è stato il sostegno della CEI con i fondi dell’8 per mille, tanto che all’inaugurazione della nuova scuola nel 2025 ha presenziato anche il segretario generale, mons. Giuseppe Baturi. «È stata una grande festa per tutta la comunità – ricorda don Dante –. Molti e molte giovani hanno voluto ringraziare in maniera personale, perché vedono questa scuola come un mezzo per diventare protagonisti della storia del loro Paese. Che è ciò che chiedono di fare e l’antidoto a tanta emigrazione, perché questa nasce quando non c’è una prospettiva».

Il gruppo del 1 anno di ostetricia a Wolisso (foto Cuamm)

Sempre più, quindi, Wolisso diventerà “fucina” di ostetriche – e in prospettiva di infermieri e infermiere – non solo per la Chiesa cattolica e le sue strutture, ma anche per tutti gli altri ospedali e centri sanitari del Paese: «Una Chiesa che non pensa solo a sé stessa dà un segnale e un contributo prezioso – osserva don Dante –. Oggi sia la scuola che l’ospedale di Wolisso si sono molto qualificati (basti dire che dispongono della terapia intensiva neonatale più all’avanguardia nel Paese) e godono di grande stima, tanto da essere l’unica struttura della Chiesa cattolica che riceve finanziamenti dal governo locale per il 15% dei costi correnti. È una forma di integrazione bella, e vogliamo proseguire su questa strada: tra la fine del 2026 e il 2027, ad esempio, contiamo di portare avanti lavori di riqualificazione della parte ambulatoriale. Questa volta lo facciamo con fondi nostri: ma è interessante notare come l’aver avviato quest’opera di riqualificazione grazie all’aiuto della CEI ci abbia spinti a proseguirla anche con le nostre forze».

Da ultimo, è interessante mettere in luce il tema della “formazione reciproca”: Wolisso è infatti ogni luogo di formazione anche per una cinquantina di giovani medici specializzandi e per giovani ostetriche dall’Italia, che vi rimangono dai 3 ai 6 mesi nell’ambito dei progetti del CUAMM. «Queste immersioni nella realtà africana sono estremamente preziose non solo dal punto di vista tecnico, perché insegnano a lavorare in condizioni di risorse limitate – osserva don Dante – ma anche perché consentono di capire che cosa significhi quel “con” che sta nel nostro nome, “medici con l’Africa”. Fanno intuire qual è il percorso da costruire, un futuro non da soli ma “con” l’altro, in quel “continente verticale” Europa-Africa di cui ha in più occasioni parlato il presidente Mattarella. Questi giovani tornano davvero cambiati in meglio, sia dal punto di vista medico che umano».

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876