Ci sono persone che sembrano attraversare la vita seguendo strade impervie. Strade che si interrompono, girano, si bloccano, riprendono, curve a gomito, salite, ripartenze. Katarina Ilić appartiene a quella allegra categoria di avventurosi che continua a credere che, dopo le salite, arrivino puntuali gli altopiani.
Serba di origine, sceglie l’Italia per amore, come luogo in cui vivere e costruire il proprio futuro. Da allora il suo percorso è fatto di incontri, cambiamenti, nuove responsabilità e ripartenze. Non ama fermarsi. Ogni volta che la vita le chiede di ricominciare, lei ricomincia davvero. Con metodo, con tenacia, con quella determinazione concreta che sembra appartenere al suo carattere e al suo popolo, prima ancora che alla sua professione.
Chi la incontra scopre una donna razionale, precisa, capace di tenere insieme visione e organizzazione. Una project manager nel senso più autentico del termine: non solo coordinare progetti, ma far dialogare persone, competenze e bisogni diversi. Nel suo percorso professionale lavora nel mondo del sociale, collaborando con realtà importanti come Save the Children. Esperienze intense, anche in contesti assai complessi, che consolidano in lei la convinzione che il cambiamento passi sempre dalle relazioni.
Quando la vita la porta a cambiare direzione (e tanti casi), non resta immobile. Impara un altro mestiere, si misura con il mondo dell’organizzazione e del management, continua a studiare, a mettersi in gioco, a cercare nuove possibilità. Poi arriva Pianoterra ETS. Ed è come se molti fili della sua storia si ricongiungessero. L’attenzione ai bambini, alle famiglie, ai primi anni di vita, la cura delle relazioni, la capacità di costruire reti sul territorio: tutto sembra trovare finalmente un luogo in cui esprimersi pienamente. Oggi la dott.ssa Katarina Ilić coordina progetti a Roma con la stessa serietà con cui affronta ogni scelta della sua vita. Non cerca scorciatoie, preferisce costruire, con pazienza, con rigore, con una passione instancabile.
Molti misurano il successo dai traguardi raggiunti. Altri lo misurano dalla capacità di ricominciare senza perdere la fiducia. Mica facile. La bellezza di Kata è proprio questa: continuare a credere nel futuro. E in tempi in cui spesso facciamo fatica perfino a comprendere l’attimo presente, il suo modo di guardare avanti è una piccola, contagiosa, ventata di ottimismo, di desideri e di sogni.
Хвала, Ката.
(Grazie, Kata.)