Manuel Pig, scomparso in Messico, dove si era autoesiliato, nel 1990 scrisse questo romanzo in parte autobiografico che divenne un lavoro teatrale e poi cinematografico con tanto di Oscar, per approdare come musical a Broadway nel 1993 con un successo travolgente. Ora, il regista Bill Condon tenta il remake affidandolo ad attori come Jennifer Lopez e Diego Luna.
La storia si svolge in un carcere. Nella stessa cella convivono Valentin Aregui Paz, dissidente comunista, e Luis Molina, vetrinista gay, molto legato alla madre. Valentin non ama i gay, Luis lo irrita visibilmente con il suo stesso esserci, ma finisce per ascoltare i racconti che l’uomo gli fa del musical hollywoodiano preferito, appunto Il bacio della donna ragno.
Così la narrazione si snoda nella rivisitazione o meglio nella “ri-visione” del musical con una scatenata, fascinosa Jennifer Lopez, e la vita dura della convivenza. Dove Luis diventa amico di Valentin con lo scopo segreto, anche se gli costa, di carpirgli informazioni per il direttore del carcere che poi lo libererà in cambio.
Luis non è cattivo, è debole, vive nel suo mondo, vuole uscire, Valentin è un idealista, un convinto assertore della libertà, un rivoluzionario che ignora il suo futuro, ma non molla, anche perché sa che il regime è in crisi.
Tra le sfolgoranti apparizioni musical-danzanti di Jannifer e le confidenze tra i due che piegano anche sul sentimentale, si apre uno spiraglio nella vita dei due. Entrambi sognano la libertà, ma si realizzerà in modo differente per loro.
Luis grazie alle delazioni esce dal carcere, come succederà anche a Valentin alla caduta della dittatura. Ma Luis è cambiato, maturato. Ha preso coscienza del dovere di sganciarsi dal narcisismo per vivere per la libertà, anche a costo della vita.
Lavoro intenso, ricco di dialoghi appassionanti, irrequieto e profondamente umano, recitato in modo convincente dal cast, non è il consueto film argentino di ribellione alla dittatura, con un tono eroico, come siamo abituati a vedere, ma è la storia di una crescita umana dentro l’aria soffocante e disturbata di una cella che porta alla coscienza di sé e della società che ci circonda. Valentin diventa più comprensivo delle differenze e Luis più deciso ad uscire da sé stesso, sullo sfondo di un dramma aleggiante e che cambia la vita, anche grazie al musical che sa di sogno e di consolazione dentro gli interni così soffocanti.
Si paga sempre di persona quando in qualche modo si vive e si lotta per la libertà. Molto “politico” e molto “umano”.
