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Cultura > I film della settimana

Una bella favola ecologica

di Mario Dal Bello

In sala Greta e le favole vere di Bernardo Carboni. Fantasia e messaggio. Per tutti.

Foto di scena dal film “Greta e le favole vere” (foto ufficio stampa)

Chi non ha sentito parlare di Greta Thurberg, la ragazza norvegese leader delle battaglie ecologiche? Ed ecco un’altra Greta, decenne romana che vive con l’amatissima tata e due genitori (Raoul Bova e Donatella Finocchiaro) privi di ingenuità, un po’ stentati, che hanno casa nello stesso palazzo dove vivono due cattivissimi, lui cacciatore di frodo e lei, cinica egocentrica maniaca dei social (Sabrina Impacciatore, al meglio di sé nel ruolo grottesco). È il tempo natalizio, dovrebbe essere quello dei sogni che si realizzano, dei doni da chiedere a Babbo Natale e Greta li aspetta.

Intanto, la coppia dei cattivi “mafiosissimi” vorrebbe adottare un orfano dell’Est, Sauro, che diventa amico della ragazzina a causa del cucciolo di un orso polare che i due hanno catturato, magari per farne un tappeto, non si sa mai!, da parte dei due, esemplari tipici dell’insensibilità umana.

I due ragazzini sognano di proteggere l’orso – incompresi dai genitori disincantati- e magari di riportarlo in Norvegia con l’aiuto di altri ecologisti e di Nicola (Federico Cesari) un disegnatore favolistico di libri che li incanta con i suoi racconti e i suoi disegni “animati”: sogni che si fanno realtà.

Risultato? I tre rapiscono l’orsacchiotto e partono per la Norvegia – inseguiti dai cattivi e dai familiari – e riportano il piccolo dalla madre. Naturalmente, la coppia perfida finisce male…

Il racconto non è così ingenuo come potrebbe sembrare. Siamo nella favola certamente, ma i tipi umani possono essere reali e che i ragazzini siano sensibili più di adulti senza cuore è possibile. L’infanzia è limpida e sa sognare, dunque anche sperare di salvare la Terra con piccoli gesti che però sono grandi e mettono in difficoltà genitori imborghesiti e disonesti sfruttatori.

Il film funziona anche come immagini e recitazione (Sara Ciocca, la ragazzina, meno Bova e la Finocchiaro) e la favola, perché di favola “animata” non solo graficamente si tratta, sa muovere però i sentimenti, fa nascere la coscienza di dover salvare la Terra e svegliare certi adulti sonnacchiosi dal conformismo.

Così, con leggerezza, umorismo sano, qualche colpo di thriller e avventura, il film incanta e fa pensare, sorridere e sognare. Mai rubare i sogni dei bambini, crederci, perché sono loro che salveranno, noi e la Terra: se li ascoltiamo. Così parla il film lieve, senza pretese, ma serio, di Bernardo Carboni. Intelligente.

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