Condensare 4 anni di studio su Alcide De Gasperi in un libro prima – Alcide De Gasperi. Cittadinanza attiva, buona politica, bene comune (Ecra, Roma 2024) – e in un’ora poi, ha dell’incredibile. È quanto è avvenuto lo scorso 19 maggio nella prima serata del corso di formazione agile tenuto agile dal prof. Leonardo Brancaccio dal titolo: “Democrazia: bene da tutelare. La lezione dei padri e delle madri della Repubblica, nel suo 80° anniversario”.
Un corso di 4 appuntamenti volto a rafforzare la partecipazione democratica di tutti i cittadini italiani, in un tempo in cui, appunto, la stessa democrazia è minacciata e occorre prendere consapevolezza di una nuova comune responsabilità.
Quali sono questi padri e madri della Repubblica che il prof. Brancaccio presenta nel corso delle 4 serate? Si è partiti da Alcide De Gasperi e si continuerà il 26 maggio con Aldo Moro, il 9 giugno con Nilde Iotti, il 16 giugno con Tina Anselmi. Figure di grandi uomini e donne che hanno fatto la storia della nostra Repubblica sin dal suo nascere, che hanno ancora oggi molto da dirci sulla Costituzione, su quella partecipazione democratica ai tempi nostri diritto acquisito per tutti ma all’epoca conquista sofferta e pagata.

Le aspettative sul corso sono già state ampiamente superate dalla riflessione offerta dal prof. Brancaccio come dal dialogo che ne è seguito coi partecipanti e davvero viene voglia di non perdersi i prossimi appuntamenti e di rivedere la serata già svolta.
Non è certo possibile riassumere nelle poche righe di un articolo quanto vissuto l’altra sera, ma certo, con una dovizia di particolari, emergeva un De Gasperi statista, l’uomo e il politico che tutti oggi vorremmo vedere in azione, fino ad essere il santo della porta accanto (ed infatti è in corso per lui il processo di beatificazione).
Una persona ancora molto da scoprire, per il quale è valido ancora oggi quanto affermato a suo tempo da Tina Anselmi: «Oggi tutti parlano di De Gasperi richiamandosi alla sua lezione politica e poi scopri che non lo conoscono per niente, che non hanno letto neanche una pagina, ma che dico, un rigo, di quello che ha scritto».
E De Gasperi ha scritto e fatto tantissimo. Un impegno che parte da lontano, da quando ancor giovane, nel 1905, nominato dal vescovo di Trento, Celestino Endrici, direttore de “La Voce Cattolica”, si adoperò, ad esempio, perché venisse risolto il problema dei segantini della Val di Fiemme che lavoravano 14 ore al giorno senza alcuna assistenza sociale, ottenendo per loro l’aumento salariale e la riduzione delle ore lavorative.
Per far sentire la voce dei trentini – che all’epoca erano sudditi dell’Impero austro-ungarico –, si fa eleggere al parlamento di Vienna e, nel periodo della prima guerra mondiale, si mette al servizio dei trentini espulsi o costretti a fuggire, prendendo parte attiva al comitato dei profughi. Solo le prime di una lunga serie di situazioni che lo videro in prima fila al servizio del bene comune.
Non si sottrasse alla chiamata degli “uomini liberi e forti” di don Luigi Sturzo che nel 1919 fondò il Partito popolare italiano. Eletto nei più diversi organi (da quelli di partito a quelli nazionali…), aveva ben chiaro il percorso a cui sarebbe andato incontro, tanto da scrivere il 13 maggio 1922 a Francesca, la futura moglie che avrebbe sposato un mese dopo, il 14 giugno: «Sai che per la prima volta oggi mi sono spaventato del nostro matrimonio? Diavolo, io credevo di essere al 5 o al 6 invece siamo già alla metà! Ma se è così in tre settimane siamo marito e moglie. Incredibile! …O mia regina, mio amore, io credo davvero che non ti pentirai di avermi detto di sì, com’io son certo d’aver trovato in te chi m’era destinata ab aeterno. Canta e sii allegra perché ti so forte per attraversare con me la burrasca. Canta, perché, pensando a te, io vedo sorridente l’avvenire».
Mai a patti con il fascismo, fino a pagarne le conseguenze (appunto insieme alla moglie che finì anche lei in prigione per 10 giorni) con una dura carcerazione che lasciò nel suo fisico segni irreversibili e la conseguente esclusione sul fronte lavorativo. In una lettera densa di significato, De Gasperi dal carcere di Regina coeli scrive ancora alla moglie tra il resto: «Meglio soffrire ingiustizie che farle soffrire, fu sempre il mio motto – ricordi? – e… resta così».
Lo vedremo nel 1942 fra i fondatori della Democrazia cristiana, poi, caduto il fascismo, membro del Comitato di Liberazione nazionale come esponente DC, ministro degli Esteri, capo del Governo, impegnato nella riorganizzazione politica così come nella ricostruzione economica dell’Italia post-guerra, in prima fila per il suffragio universale come per la redazione della Carta costituzionale e nel processo di integrazione europea (quante cose ci sarebbero da raccontare a riguardo…).
Ci limitiamo a riferire stralci di due interventi che esprimono le sue convinzioni.
Il primo è dell’11 maggio 1946, Roma – Basilica di Massenzio. Discorso di apertura della campagna elettorale per il Referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e per l’elezione dei deputati dell’Assemblea Costituente. «La domanda vera è questa: Volete instaurare la repubblica, cioè, vi sentite capaci di assumere su voi, popolo italiano, tutta la responsabilità, tutto il maggior sacrificio, tutta la maggiore partecipazione che esige un regime, il quale fa dipendere tutto, anche il capo dello Stato dalla vostra personale decisione, espressa con la scheda elettorale? La repubblica libera e popolare non nasce da uno statuto, nasce e matura nella coscienza di ciascuno».
Il 24 settembre 1952 il presidente del Consiglio De Gasperi si reca nella città tedesca di Aquisgrana per ricevere il prestigioso “Premio Carlo Magno” e, in tale occasione, afferma: «Le istituzioni sopranazionali sarebbero insufficienti e rischierebbero di diventare una palestra di competizioni di interessi particolari, se gli uomini ad esse proposti non si sentissero mandatari di interessi superiori ed europei. Senza la formazione di questa mentalità europea ogni nostra formula rischia di rimanere una vuota astrazione giuridica».
Mentre il 26 giugno 1954, al V congresso della DC, dopo essere stato eletto all’unanimità presidente dell’Assemblea della CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio), così si esprime: «Ma è soprattutto l’Unione europea che sta in cima ai nostri pensieri e in testa ai nostri interessi. La comunità europea vuol dire la pace … vuol dire se non la fine, certo la compressione degli egoismi nazionali e la liberazione delle energie popolari».
Infine, due aneddoti che hanno dell’incredibile. Nato in una famiglia povera (studiò grazie al certificato di povertà) mantenne questo stile di vita fino alla fine. Quando nel 1947, come presidente del Consiglio, compì con la figlia Romana un viaggio negli Stati Uniti a perorare la causa degli italiani bisognosi di aiuto per la ricostruzione del Paese, dovettero prestargli la valigia e il cappotto perché non ne possedeva. E furono gli italiani, con una colletta da nord a sud, a fargli un regalo per il suo settantesimo compleanno: i soldi per l’acquisto di una casa.
Sarebbe morto tre anni dopo, la notte del 19 agosto 1954, in seguito ad alcuni attacchi di cuore, conseguenza della salute gravemente compromessa nel periodo del carcere, circondato dai suoi cari e ripetendo il nome “Gesù”.
Le date e i temi dei 4 incontri sono:
- martedì 19 maggio 2026, ore 20.30 – 21.30: Alcide De Gasperi
- martedì 26 maggio 2026, ore 20.30 – 21.30: Aldo Moro
- martedì 9 giugno 2026, ore 20.30 – 21.30: Nilde Iotti
- martedì 16 giugno 2026, ore 20.30 – 21.30: Tina Anselmi
Infine, alcune note tecniche per iscriversi al corso:
- Modalità: online su piattaforma Zoom
- Materiale didattico: registrazione e slide riassuntive degli incontri.
- Video-registrazioni: ad ogni iscritto sarà garantito l’accesso a una piattaforma dedicata, dove saranno disponibili le registrazioni dei corsi. Questo permetterà di seguire le lezioni anche in caso di impossibilità a partecipare agli incontri live e di rivedere i contenuti per approfondimenti e ripassi.
- Supporto: in caso di problemi tecnici durante gli incontri online, sarà disponibile un supporto dedicato.
Costo e iscrizione:
- Costo: 48 euro · Iscrizione: per iscriverti, clicca qui, seleziona il corso e abbonati. Successivamente, riceverai un’email con tutte le istruzioni per accedere al corso.
Per maggiori informazioni:
- Email: scrivere a rete@cittanuova.it
- Telefono: 3201107833
