Qualche settimana fa, spiegavo la posizione della rivista sul referendum con queste parole: «L’intento di Città Nuova è quello di fornire ai lettori una serie di articoli e approfondimenti sull’argomento, in modo che ognuno possa formarsi la propria opinione ragionata a riguardo».
E aggiungevo: «Nella realtà di oggi in Italia, è già un prendere posizione ascoltare le parti fino in fondo e pensare che in ognuno c’è un pezzetto di verità. Il nostro è uno stile preciso per stare nella spaccatura, è una posizione faticosa, perché è più facile decidere subito da che parte stare e non mettersi più in discussione».
Vogliamo «essere luogo di dialogo e di confronto sereno, in cui ognuno mantiene la stima verso chi non la pensa come lui».
In queste settimane di confronto aspro, con toni spesso sprezzanti verso chi gli “avversari”, ci sembra di essere riusciti nell’intento di mantenere equilibrio e serenità. Gli articoli che abbiamo pubblicato, sia per il Sì che per il No, hanno permesso ai lettori di conoscere le varie sensibilità, le ragioni, i valori alla base delle due posizioni.
Anche chi non ha cambiato le proprie opinioni, ha ora un pezzetto del punto di vista dell’altro dentro di sé. Per questo sono contento e spero che tutti voi lettori di Città Nuova andiate a votare secondo coscienza.
Vorrei, a questo punto, aggiungere tre considerazioni finali che, se condivise, potrebbero essere utili per il futuro.
Primo. La nostra Costituzione è una delle migliori del mondo, perché è stata scritta con l’accordo di tutte le forze politiche di allora. Cambiarla su iniziativa di una sola parte politica la sfigura. Purtroppo questa modalità (a colpi di maggioranza) è stata utilizzata negli anni passati, e anche oggi, sia dal centro destra che dal centro sinistra. Questo non è accettabile.
Secondo. Per la riforma della magistratura il Parlamento è stato completamente esautorato. Il governo non ha permesso emendamenti, nemmeno ai partiti della propria parte. Anche questa “tirannia della maggioranza” non è accettabile, qualunque sia il governo al potere.
Terzo. In questi ultimi anni, in molti Stati del mondo i capi partito hanno preso il potere democraticamente, per poi aumentarlo sempre più, deformando alla fine sia la democrazia che l’ordine internazionale. Lo hanno fatto anche grazie a strumenti, come l’Intelligenza artificiale, che consentono sorveglianza e manipolazione di massa dei cittadini. Per questo è indispensabile bilanciare i tre poteri – legislativo, esecutivo e giudiziario –, come la Costituzione italiana richiede, unica garanzia per i cittadini. E appunto per questo, qualunque sia l’esito del referendum, nei prossimi anni dovremo mantenere alta l’attenzione, sia chi ha votato Sì, sia chi ha votato No, affinché non vi siano derive autoritarie nel nostro Paese.
Buon voto.
p.s. Peccato non aver permesso agli studenti fuori sede di votare…
p.p.s. Speriamo che, qualsiasi sia l’esito del voto, poi si prendano presto in esame i problemi della giustizia…
