Il nostro tempo sembra attraversato da una crisi che non è soltanto sociale, politica o economica, ma è prima di tutto culturale. Alla radice di questa situazione si trova, a nostro avviso, un deficit di “pensiero pensante”. La capacità cioè di interrogare la realtà, comprendendone il senso per potersi, di conseguenza, orientare nella sua complessità.
Il pensiero contemporaneo tende infatti a frammentarsi in numerosi ambiti specialistici che comunicano sempre meno tra loro.
Se la tecnica è indispensabile per risolvere problemi pratici, essa risulta però insufficiente di fronte alle grandi domande di senso che attraversano la vita umana: il significato dell’esistenza, la convivenza tra gli individui e i popoli, il destino comune dell’umanità. In questo contesto cresce la difficoltà di leggere la realtà e di immaginare il futuro, mentre il sapere rischia di diventare sempre più astratto, più tecnico, più “calcolante” e, di conseguenza, separato dalla vita.
Questa situazione interpella in modo particolare, anche se non esclusivo, il mondo accademico e culturale. Il sapere nasce e cresce infatti nel dialogo tra generazioni e tra discipline diverse. Per questo la rivista Nuova Umanità ha promosso, a partire da ottobre 2025, un Laboratorio di pensiero.
Si tratta di uno spazio di confronto intergenerazionale e interdisciplinare in cui studiosi, ricercatori, giornalisti e giovani studenti o dottorandi possano esercitare insieme il pensiero. Non uno “spazio giovani” separato, ma una comunità di apprendimento nella quale competenze diverse e domande nuove possano incontrarsi e arricchirsi reciprocamente.
Da questa esperienza nasce la nuova sezione della rivista, Lessico per il terzo millennio, che propone parole che si impegnano nell’esercizio di illuminare la complessità del presente. Le prime, non a caso, sono comunità e scienza: perché, come già intuiva Platone, il sapere (che i greci chiamavano anche “episteme” cioè: scienza) autentico nasce dal dialogo vissuto all’interno di una comunità di vita e di ricerca.
Trovare parole adeguate per dire il nostro tempo non risolverà certo da solo la crisi culturale che attraversiamo. Può però rappresentare un primo passo per tornare a pensare insieme il presente e aprire strade verso il futuro.
Da scoprire nel numero 255 di Nuova Umanità, marzo 2026:
Comunità. Empowerment oltre il paternalismo da Elisa Ferrari
Scienza. L’Europa tra guerra e pace da Antonino Puglisi
