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Persona e famiglia > Noi due

Il telefono a tavola: intimità a rischio

di Dorotea Piombo

- Fonte: Città Nuova

Evidenze neuroscientifiche mostrano che la paura o l’incapacità di disconnetterci dai dispositivi digitali può compromettere i nostri rapporti personali.

Foto Pexels

L’uso sempre più diffuso degli smartphone ha radicalmente trasformato le dinamiche relazionali, introducendo un fenomeno noto come phubbing — un termine nato dalla fusione di “phone” (telefono) e “snubbing” (snobbare) — che indica l’atto di ignorare il proprio interlocutore per concentrarsi sul cellulare. Questo comportamento si traduce in una disconnessione emotiva profonda, nonostante la presenza fisica accanto all’altro. Nel contesto familiare e di coppia, il phubbing rappresenta una forma di esclusione sociale che influenza la qualità della comunicazione e la percezione di vicinanza emotiva.

Da un punto di vista psicologico, il phubbing influenzerebbe drasticamente la capacità di instaurare un’attenzione condivisa, fondamentale per la costruzione di intimità e per l’attivazione dei processi di co-regolazione emotiva.

Quando una persona dedica continuamente la propria attenzione allo smartphone, attiva il sistema dopaminergico legato al piacere e alla ricompensa, sottraendo risorse cognitive all’interazione faccia a faccia. Questa sottrazione di attenzione è percepita dal partner o dai membri della famiglia come una mancanza di rispetto e di coinvolgimento emotivo, generando una sensazione di esclusione, frustrazione e insicurezza.

La ricerca psicologica mostra che il partner vittima del phubbing (phubbee) possa sentirsi ignorato e meno importante, con un impatto negativo sulla soddisfazione relazionale. Studi recenti hanno evidenziato che maggiore è l’intensità del phubbing, minore è la percezione di reattività affettiva e di intimità percepita nella coppia. Tutto ciò potrebbe aprire la strada a conflitti, gelosie e una progressiva riduzione della comunicazione efficace.

Viceversa, il phubber — colui che utilizza il telefono in modo distratto durante l’interazione — spesso non è consapevole delle conseguenze emotive del proprio comportamento, creando un circolo vizioso di disconnessione reciproca.

Nei contesti familiari, l’effetto del phubbing è altrettanto preoccupante. Genitori che si mostrano costantemente distratti dal telefono durante i momenti di condivisione possono compromettere lo sviluppo di modelli di attaccamento sicuri nei figli, riducendo le opportunità di rinforzo positivo e di apprendimento dell’empatia. La mancanza di attenzione empatica può generare nei bambini un senso di trascuratezza che potrebbe tradursi in difficoltà emotive e sociali nel lungo termine.

Inoltre, il phubbing compromette la comunicazione non verbale, uno degli elementi chiave per esprimere e decodificare emozioni all’interno delle relazioni. La riduzione del contatto visivo, la mancata lettura delle espressioni facciali e il tono della voce che si perde nell’attenzione frammentata contribuiscono a un impoverimento della qualità emotiva della relazione. Psicologicamente, ciò si traduce in una minore sensazione di sicurezza relazionale, fondamentale per la resilienza di coppia e familiare.

Da un punto di vista neuroscientifico, l’interruzione continua della presenza attentiva durante l’interazione attiva meccanismi di stress neurobiologico, con elevati livelli di cortisolo che alterano la capacità di regolare le emozioni e portano a una percezione crescente di isolamento anche in presenza dell’altro. Questi effetti cumulativi possono mettere a rischio la qualità complessiva della relazione. 

Per limitarne l’impatto, è fondamentale instaurare pratiche relazionali consapevoli. Creare regole condivise sull’uso dei dispositivi nei momenti di condivisione, soprattutto durante i pasti, favorisce il ristabilimento di spazi di attenzione condivisa. L’adozione di strategie che prevedano ilsilenzio tecnologico” e l’ascolto attivo possono incrementare la presenza mentale e la connessione empatica tra partner e familiari.

Importante è anche sviluppare una comunicazione metacognitiva che consenta di esprimere in modo assertivo sentimenti di esclusione o disagio legati al phubbing, promuovendo una negoziazione empatica delle nuove sfide digitali.

Riconoscere questo fenomeno e intervenire con strategie basate su evidenze neuroscientifiche e psicologiche rappresenta un passo cruciale per mantenere la salute relazionale della coppia e della famiglia nella contemporaneità digitale. Disconnettersi dal telefono per riconnettersi con chi abbiamo accanto è più che mai un investimento emotivo, ed è fondamentale.

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