200 anni al Prado

Jeremy Irons ci guida sala per sala, veleggiando tra Zurbarán e Bosch, Caravaggio e Murillo per un magnifico docufilm che celebra l’anniversario del museo di Madrid

Solo il 15, 16 e 17 aprile sarà in sala un magnifico docufilm sul museo di Madrid, che compirà a novembre 200 anni. Ogni anno 3 milioni affollano le grandi sale del complesso che vanta un tesoro di 8 mila opere. Ogni volta che vi sono entrato – e non è mai abbastanza – sono rimasto stupito dall’intelligenza dei reali spagnoli che a partire da Carlo V hanno saputo raccogliere il meglio dell’arte occidentale. I Tiziano, i Rubens, i Velázquez, i Goya, i fiamminghi e poi il misticismo del Greco sono solo alcuni dei tesori davanti ai quali si può provare quasi uno stordimento tanta è la carica di bellezza. Perciò il docufilm in cui un attore del calibro di Jeremy Irons ci guida sala per sala, veleggiando tra Zurbarán e Bosch, Caravaggio e Murillo è qualcosa di affascinante. Prodotto da 3D Produzioni e da Nexo Digital in collaborazione col museo, la Grande Arte al cinema si rivela un’operazione di forte impatto visivo e culturale.

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Il museo è sempre pieno di giovani e di famiglie, che scorrono attraverso le sale in silenzio, con quasi religioso rispetto, diversamente da quanto accade in altri musei, dal Louvre a quelli Vaticani, ad esempio. Si sta in punta di piedi. Il docufilm si sofferma parecchio su alcune figure centrali per la quantità e qualità di lavori: Tiziano Goya Velázquez sono i pezzi forti. Ma l’interesse del docufilm è dato pure dalle interviste ai conservatori del museo e dalla narrazione storica dei dipinti, del loro significato per un’ora e mezza di gioia degli occhi, della memoria, del cuore. Ma non basta. ll lavoro infatti non si ferma al Prado, ma compie escursioni all’Escorial, al Palazzo Reale, al Convento de Las Descalzas reales al Salon de Reinos, dove si danzava e dove si faranno concerti ed eventi per mantenere vivo il museo tra passato e futuro.

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Il Prado è stato infatti negli anni delle dittature un punto di riferimento per gli artisti, da Goya a Picasso. In questa raccolta, fatta più col cuore che con la ragione c’è la bellezza e c’è il desiderio di nuove forme di bellezza. Perciò il docufilm, che festeggerà il 18 novembre il compleanno del Prado, diretto da Valeria Parisi, è un ottimo prodotto in cui Jeremy Irons ci guida verso i capolavori ed è come li avessimo a casa nostra. Da non perdere.

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