Il 1° maggio tra festa e riflessione sul lavoro

La nuova rivoluzione industriale, portando con sé un nuovo modo di fare impresa, chiude delle vie pregresse, ma apre nuovi sentieri tutti da scoprire e da sperimentare. Ogni nuova opportunità deve, tuttavia, tutelare sempre la dignità dei lavoratori.
Manifestazione di lavoratori

Il 1° maggio – festa dei lavoratori indetta già alla fine dell’800, nonché festa di san Giuseppe lavoratore, proclamata ad opera di Pio XII nel 1955 – offre l’opportunità per una breve riflessione sul lavoro.

In questa viene in aiuto il recente messaggio che i vescovi italiani hanno diramato come di consueto proprio per la ricorrenza, dal titolo “Il capitale umano al servizio del lavoro”. L’attenzione è quindi sull’uomo/donna lavoratore/trice, in particolare sulla tutela e la dignità del lavoro.

Anche se – come constatano i vescovi – siamo purtroppo lontani in molti casi da quel traguardo e da quell’orizzonte, che vede nel lavoro un’opportunità per affermare la dignità della persona e la sua capacità di collaborare all’opera creativa di Dio, tuttavia non dobbiamo mai perdere la speranza e la capacità di leggere le opportunità del nuovo che avanza assieme alle sfide e agli ostacoli che ci pone.

Una delle sfide della nostra epoca è caratterizzata dalla quarta rivoluzione industriale. «L’Industria 4.0 sta cambiando l’organizzazione del lavoro all’interno dell’azienda, anzi la sta rivoluzionando, al punto che parliamo di IV Rivoluzione Industriale – sostiene Francesco Rotondi, avvocato giuslavorista e co-founder dello Studio Legale Lablaw –. Innovazioni come l’Internet delle cose, realtà aumentata, big data e soprattutto lavoro agile stanno mettendo in discussione i due pilastri su cui sino ad ora si è retto il sinallagma contrattuale del lavoro ordinario: lo spazio ed il tempo. Le nuove modalità di organizzazione della prestazione al di fuori dei locali dell’impresa e dei vincoli di orario stanno portando verso una maggiore autonomia nel rendere la prestazione ed una responsabilizzazione del lavoratore e dell’attività che svolge. Si va sempre più nella direzione di premiare il risultato della prestazione. Il futuro del mondo del lavoro è già in atto con smart working, lavoro ibrido e app economy. Sarà necessaria una regolamentazione al passo coi tempi, al momento quasi totalmente assente, per permettere il balzo in avanti del mondo del lavoro».

Nelle ultime due legislature con il Jobs Act e il Decreto dignità si sono attuati tentativi di riforma del lavoro con alterne vicende nel percorso di cambiamento. Al fine di riaprire il dibattito e il confronto sulla riforma del lavoro l’AIDP, l’associazione dei direttori del personale, lancia in occasione della Festa dei Lavoratori la sfida sulla riforma del lavoro in 10 punti (da una legge sulla rappresentatività che assicuri un vero dialogo sindacale alla normativa sul lavoro occasionale; dall’ampliamento delle somme da detassare al potenziamento delle misure di welfare per la famiglia; dal rilancio del contratto di apprendistato alla valorizzazione del lavoro flessibile; dalla totale deducibilità della formazione 4.0 alla politiche attive del lavoro). «La regolamentazione del lavoro e il suo adeguamento alla modernità è una priorità assoluta per tutti – spiega Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP – soprattutto per i direttori del personale che quotidianamente vivono in azienda le conseguenze del futuro che avanza. Questo il senso della nostra Carta sul lavoro 4.0, sulla quale chiameremo tutte le forze politiche e sociali a confrontarsi, a cominciare dagli impegni da prendere in questa legislatura. Il nostro obiettivo è il benessere complessivo delle aziende, dei lavoratori, dell’economia e per lo sviluppo del Paese».

Di benessere dei lavoratori si occupa anche Manageritalia ponendo l’accento sul determinante ruolo del welfare contrattuale per un lavoro sempre più a misura d’uomo e di sviluppo. Recenti studi confermano, infatti, come in certe situazioni aziendali gli aumenti salariali nel contratti collettivi nazionali di lavoro stiano diventando una componente marginale, mentre la garanzia di tutele comuni di base (anche salariali) continua ad essere significativa. In questo contesto cresce invece la considerazione dei servizi offerti dall’impresa, tanto da far decollare il welfare aziendale. Si tratta di offrire sostegno al potere d’acquisto, servizi di cura e assistenza socio-sanitaria ai dipendenti e ai loro familiari, mobilità e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, attività ricreative, culturali e sportive, orientamento e formazione professionale. «Un modo per aumentare competitività e occupazione», dice Guido Carella, presidente di Manageritalia.

E’ necessario prendere coscienza che, come ci ricordano anche i vescovi italiani, le macchine intelligenti non potranno mai competere con gli esseri umani nella vita di relazioni, la prossimità e la cura interpersonale nonché nella creatività artistica, scientifica e culturale.

La nuova rivoluzione industriale, al pari di quelle che l’hanno preceduta, portando con sé un nuovo modo di fare impresa, chiude delle vie del passato ma apre nuovi sentieri tutti da scoprire e da sperimentare.

Festeggiamo quindi anche quest’anno la festa del lavoro, magari partecipando a uno dei concerti che da Roma a Milano, da Napoli a Taranto sono organizzati con tanti artisti che si alterneranno sui palchi perché, come già nel 1903 Ettore Ciccotti ebbe a scrivere: Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l’interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de’ sensi; e un’accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell’avvenire, naturalmente è portata a quell’esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa”.

Tuttavia impegniamoci a contribuire al progresso civile cooperando e facendo squadra mettendo a disposizione fatiche e competenze, vero tesoro di una comunità e quindi di un Paese, augurandoci di saper vincere così la sfida della dignità del lavoro di oggi e del futuro.

 

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