Uniti nell’unico Corpo

Il saluto dell’Abbadessa del Protomonastero, all’inizio della celebrazione della messa nella Basilica di Santa Chiara
Carismi in comunione 2010
Carissimi, il Signore vi dia pace!

 

È con gioia grande che diamo inizio a questa giornata tanto particolare, vivificata dai “Carismi in comunione”: la iniziamo nel modo più vitale attingendo alla sorgente purissima dell’unità del Corpo di Cristo che è l’Eucaristia.

È con le parole stesse della Madre Santa Chiara che desidero caratterizzare questo breve saluto, parole rivolte nella terza lettera a Sant’Agnese di Praga che rivelano la viva intuizione ecclesiale e comunionale di Chiara e di tutti i santi. “Sono ripiena di così grande gioia e respiro di esultanza nel Signore, quando posso constatare che tu supplisci in modo meraviglioso a ciò che manca, in me e nelle mie sorelle, nella sequela delle orme di Gesù Cristo povero ed umile”.

 

Come è bella questa donna depositaria, prima e privilegiata, del carisma francescano-contemplativo, e quanto ci insegna nel suo bisogno di essere completata da un’altra sorella per poter ripresentare il volto di Gesù povero ed umile! È proprio così: la pienezza del mistero di Cristo, la ricchezza straordinaria e sempre nuova dell’opera dello Spirito, hanno bisogno di tanti, di tutti noi per esprimere la realtà di Dio amore, hanno bisogno di tante membra unificate nella bellezza dell’unico corpo. Quanto è viva la coscienza di ciò nella nostra esperienza contemplativa claustrale!

 

Se da una parte è vero che, come diceva Paolo VI, “la Chiesa ha bisogno di chi prega; ha bisogno di chi sta sul monte per essere davvero folgorato dalla luce della Parola di Dio e che da questa folgorazione mandi luce e grazie su tutto il Corpo della Chiesa… ha cioè bisogno anche oggi di vita contemplativa, di anime che si lascino assorbire totalmente dal colloquio e dall’imminenza di Dio”, dall’altra parte la vita contemplativa ha bisogno della Chiesa, ha bisogno di essere innestata nel Corpo per trovare lì il suo significato, l’espressività piena e vitale.

 

Che cosa ce ne faremmo di due grandi occhi, pur limpidi, fissati su Gesù, capaci di intravedere l’avvento di Dio, se non risplendessero nella luminosità di un volto, se non ci fosse un annuncio che permettesse il traboccare della loro intuizione, se non fossero uniti a delle membra capaci di trasformare in dono d’amore la forza dell’amore contemplato?

È, dunque, con gioia ricca di stupore che guardiamo a questa assemblea liturgica composta da tanti ordini e famiglie religiose, da tanti movimenti, nuove comunità e aggregazioni ecclesiali: sì, cari fratelli e sorelle, è grande la gratitudine a Dio Padre per il dono che siete, perché “supplite in modo meraviglioso a ciò che manca in me e nelle mie sorelle”, per la ricchezza di espressività che ci offrite e richiamate come membra dell’unico corpo di Cristo.

Questa giornata dei “Carismi in comunione” ci spinge oltre, alla profonda comprensione che solo la comunione permette la piena espressività di ogni carisma.

 

È possibile la nostra vita integralmente contemplativa, perché voi portate a compimento l’opera del regno di Dio; è efficace il vostro immergervi nella missione, nell’impegnativa costruzione dell’unità, nella difesa dei valori umano-cristiani, perché c’è chi costantemente sta per voi al cospetto di Dio e vi ricorda il fine ultimo della vostra testimonianza.

In questa splendida prospettiva di lettura è davvero bello pensare che il nome di Chiara d’Assisi diventa oggi ancor più luminoso e significativo grazie alla testimonianza della giovane Chiara Badano, da poco beatificata: ecco il mistero della santità di Dio che, arricchendosi della risposta vera di ogni figlio della Chiesa, si accresce di luce in luce, di gloria in gloria!

Lo Spirito trovi in noi la stessa docilità dei santi alla Sua opera di unità, di bellezza e di santità!

 

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