Per un’economia senza vittime né briganti

Le impressioni di un ragazzo aderente alle iniziative dei giovani dell'Economia di Comunione, che ha partecipato all'ottava edizione di LoppianoLab, da poco conclusa

Si è conclusa presso Loppiano, una piccola cittadella in provincia di Firenze nata grazie al contributo di esponenti e volontari del Movimento dei Focolari, l’ottava edizione di LoppianoLab.

Una commistione di intelligenze e saperi, inter-culture e intenti nella quale ancora una volta si sono poste le basi per una nuova cultura dell’unità e per uno sviluppo del concetto di economia che guarda al prossimo con amore, in particolare al soggetto imprenditore, come un unicum differenziato.

Il tema che è stato dato a questa edizione era “Né vittime, né briganti”, quasi a voler cercare di uscire dal preconcetto che vede il “povero” come una “vittima” ma anche come un “brigante”, che invece di essere aiutato viene in molte concezioni sociali emarginato e sul quale puntare il dito, come causa ed effetto dei mali che affliggono il vivere di questo millennio.

Anche in questa edizione si è registrata una grande partecipazione di giovani e meno giovani, di imprenditori, intellettuali ed economisti, di gente comune, di interessati ma anche di “uomini di buona volontà” che hanno saputo collaborare sinergicamente per dare, ancora una volta, una testimonianza, con semplicità ma anche con un occhio critico sulle mosse da fare per garantire un futuro diverso alle nuove generazioni.

In queste due giornate (30 settembre e 1 ottobre) si sono susseguite molte toccanti testimonianze, ma ci sono stati anche momenti di confronto, ad esempio sul tema tanto critico come quello degli armamenti, delle banche armate e della lotta al gioco d’azzardo.

Tali momenti hanno visto il contributo e coordinamento degli esponenti nazionali del movimento SlotMob, di Next Nuova Economia, di Banca Popolare Etica e di studiosi che hanno mostrato i numeri e le statistiche su questi fenomeni internazionali, che da qualche decennio stanno coinvolgendo anche negativamente le nostre realtà locali.

Una sfilata di moda di un giovane imprenditore “etico”, la visita alle aziende del Polo e al Museo dell’economia civile e di comunione, hanno concluso il programma di questa prima e intensa giornata di sabato.

Interessante è stato ascoltare, nella prima mattinata di domenica, la voce di chi ha scelto di “vivere l’economia di comunione ogni giorno”, attraverso le storie delle circa 24 imprese che hanno sede fisica presso il Polo Lionello Bonfanti (Polo di aziende aderenti al progetto di Economia di Comunione in Italia). Tale numero, in questi ultimi anni soprattutto, è notevolmente cresciuto per dare nuova linfa al motore dell’economia del Polo stesso, supportati anche dalla recente costituzione dell’incubatore internazionale di aziende di comunione, sotto il nome di EoC-INN.

In questa giornata, i vari momenti si sono susseguiti quasi in contemporanea, sia al Polo Lionello che presso l’Auditorium di Loppiano, con un focus il primo su tematiche prettamente economiche, mentre il secondo su temi culturali e sociali di ampio raggio.

La conclusione di questa ottava edizione è stata affidata all’economista Luigino Bruni, pilastro del progetto di Economia di Comunione nel mondo, che ha ribadito la necessità di una collaborazione sempre più attiva e coordinata per cercare di portare sviluppo a un progetto che, con tutta l’innovazione che oggi occorre, deve cercare di restare ancorato alla sua visione-vocazione iniziale, in cui la parola “comunione” deve trovare accoglimento e comprensione come un “insieme di intenti ed intenzioni nuove tra le imprese che decideranno di aderire”.

Appuntamento lanciato, sul finire, a Milano il prossimo novembre per un secondo incontro con la neo-costituita “Commissione Nazionale EdC Giovani”, per rafforzare questo “passaggio di testimone” tra vecchi e nuovi “imprenditori di comunione”, che hanno fatto la scelta di contribuire alla crescita del progetto nei prossimi anni.

 

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