Un’ala di riserva

Un piccolo capolavoro, sia per la forma che per la sostanza, è uscito per le edizioni La Meridiana.
Un'ala di riserva
L’anno appena iniziato promette d’essere uno dei più inquieti di questo nuovo millennio. Così, anziché la solita litania d’attese discografiche, preferisco segnalare un piccolo disco, uscito mesi fa, di cui troppo poco s’è parlato. Un piccolo capolavoro, sia per la forma che per la sostanza. Un’ala di riserva è uscito per le edizioni La Meridiana, e come recita il sottotitolo, è una «messa laica per don Tonino Bello».

 

Non è certo questa la sede per ricordare le imprese di uno dei vescovi più anomali, umili, saggi e per molti versi profetici della Chiesa italiana (è in corso il processo di beatificazione), ma non c’è dubbio che quest’opera esprima meglio di qualunque panegirico l’universalità e la forza ecumenica del suo messaggio.

Il cofanetto (un concept album più il libretto Preghiera a Cristo, firmato dall’indimenticabile vescovo di Molfetta) è in effetti un’originalissima messa cantata, dove s’alternano composizioni sacre e profane, ma sempre pervase da quell’ansia valoriale che fremeva nel cuore del pastore pugliese.

 

L’idea è venuta al suo conterraneo Michele Lobaccaro, uno dei Radiodervish (band etno-rock ormai nota in tutt’Europa), che ha riunito intorno a sé un bel po’ di amici e colleghi. E già qui cominciano le sorprese, perché oltre al palestinese Nabil Salameh (il vocalist dei Radiodervish) troviamo artisti da sempre noti per le loro propensioni mistiche, come Franco Battiato, ma anche un rapper al vetriolo come Caparezza; e ancora un maestro della pizzica come Antonio Castrignanò, l’ensemble polifonico delle Farualla, cantautori d’estrazione folk come Alessia Tondo. Insomma un bel pinzimonio di sonorità e di stili, tuttavia armonico e soprattutto emozionante. Dieci meravigliose perle, perfette anche per dar risposta concreta alla succitata preghiera: «È possibile far intendere che lo struggente, insoddisfatto bisogno di comunione inscritto nei ritornelli delle canzoni o nei cromatismi di una tela è il sacramento dell’inquietudine che può placarsi solo in te, Signore?». Un piccolo, commovente miracolo di grazia, autenticità e ispirazione che mi pare il miglior augurio per i difficili mesi che ci attendono.

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