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Cultura > Editoriale

Una bussola sicura

di Riccardo Barlaam

Il saluto del nuovo direttore della rivista Città Nuova alla comunità dei lettori

La Vita Buona e il Festival di Bologna. Il giorno dopo restano gli incontri, le relazioni con le persone, gli occhi, le mani, il calore e l’entusiasmo della comunità dei lettori. Ma anche il lavoro prezioso dei dipendenti di Città Nuova e quello, dietro le quinte, dei tanti volontari che hanno reso possibile la riuscita del primo Festival di Città Nuova, a Bologna. Occasione per festeggiare i 70 anni di vita del gruppo editoriale e di tutte le sue riviste. Ma anche edizione numero zero, che a questo punto, visto il successo, proveremo a replicare, assieme ai nostri lettori, il prossimo anno. Qualche numero: 40 ospiti, 15 incontri, oltre 600 persone presenti tra sabato e domenica nell’antico salone della biblioteca di San Domenico e poi al Teatro Dehon. Oltre a tante persone, quasi 4mila, che da tutta l’Italia e anche dall’estero che hanno seguito in streaming la diretta dei lavori.

Il battesimo da direttore
Per me era la prima volta da direttore. Ho preso il timone da Giulio Meazzini che ringrazio per il lavoro fatto in questi tre anni. A Bologna c’è stato quasi un simbolico passaggio di consegne. Lui ha fatto il padrone di casa e ha aperto i lavori. Io li ho chiusi all’indomani. Giulio resterà nella squadra di Città Nuova, per me indispensabile aiuto e confronto, come spero di essere stato io per lui, dietro le quinte, negli ultimi tre anni. Ma finalmente potrà dedicare più tempo ai suoi nipotini e alla sua famiglia. E tirare un po’ il fiato.

Dall’Africa alla Casa Bianca
Io, per chi non mi conosce, ho iniziato a collaborare con Città Nuova nella seconda metà degli anni Ottanta, quando sognavo di fare il giornalista. Ho passato quasi 40 anni di lavoro nelle redazioni di quotidiani. Dai quotidiani locali, La Libertà di Piacenza, dove ho iniziato e mi sono fatto le ossa come praticante. Passando poi per altre redazioni di giornali nazionali per brevi periodi fino ad approdare al Sole 24 Ore dove ho trascorso gran parte della mia carriera professionale passando dai periodici, al quotidiano in varie redazioni, fino a seguire e curare per diversi anni il sito in tempo reale dello stesso giornale. Per molti anni mi sono occupato di Africa. Ho vinto anche dei premi giornalistici per questo impegno. E con parte dei proventi abbiamo organizzato assieme ad altri docenti universitari africani una Scuola di giornalismo a Fontem, in Camerun. Con alcuni di questi ragazzi abbiamo poi dato vita al sito di notizie africane AfricaTimesNews, una sfida che è andata avanti per una decina di anni e che ha fatto crescere diversi reporter africani, alcuni dei quali ora scrivono per Città Nuova. Dall’Africa, dai posti più poveri e meno seguiti dai media al mondo, mi hanno chiesto di trasferirmi negli Stati Uniti, la prima potenza economica dove sono rimasto diversi anni come corrispondente per il Sole 24 Ore, tra New York e la piazza finanziaria più importante al mondo di Wall Street e la Casa Bianca a Washington, fino al 2020. Tornato in Italia ho lavorato nella Caporedazione centrale del Sole 24 Ore e poi negli ultimi 4 anni, gli anni delle guerre, come capo redattore delle pagine di Economia e politica internazionale del quotidiano.

Ritorno alle origini
Un anno fa circa ho deciso di cambiare vita. E sono tornato alle origini a Città Nuova. Da dove ero partito. Il mondo nel frattempo è cambiato. I giornali di carta con cui sono cresciuto sono quasi spariti, sostituiti (ma non cancellati) dal vortice della rivoluzione digitale. Ma non è cambiata l’importanza del giornalismo. Tanto più in un’epoca in cui siamo inseguiti ogni istante dalle notizie, rilanciate sugli schermi dei nostri smartphone o, ad arte, dalle piattaforme di social media più per dividere che per informare.

Un cerchio che si chiude
Il secolo scorso – già, è passato del tempo – scrissi una tesi di laurea sul pensiero politico di Igino Giordani. Il primo direttore di Città Nuova. Arrivare dopo tutto questo percorso a occupare la sua seggiola per me è come un cerchio che si chiude. Un servizio ai lettori e alla redazione prima di tutto. Ma per me, proprio pensando alla figura di Giordani – Foco nel cuore e nella penna – anche un onore oltreché una grande responsabilità.

Qualità dell’informazione
Ma che senso può avere oggi puntare su un mensile di carta? È qualcosa di anacronistico, superato dai tempi? Le modalità con cui seguiamo le notizie sono cambiate. Ma la qualità dell’informazione, tanto più in un’epoca come questa di notizie false o generate dai social o dall’AI, resta un valore. Io credo di sì.

Giornalismo indipendente
Il giornalismo indipendente, senza padroni, è stato definito il quarto potere, “il cane da guardia delle democrazie” che denuncia gli abusi e i malfunzionamenti dei potenti di turno. È quello che cercherò di fare, con la mia redazione e tutti i suoi collaboratori, nella mia direzione di Città Nuova: ogni mese creare un prodotto con contenuti originali e approfonditi per aiutare i nostri lettori e quelli che spero si uniranno a noi, a orientarsi, a prendere posizione a decidere, in questa fase così complessa della storia, da che parte stare. Una bussola sicura.

Dalla parte dell’umanità
Qualcuno dirà che saremo troppo a destra. Altri che saremo troppo a sinistra. Né l’una e né l’altra. Io dico che staremo sempre dalla parte delle persone. Dalla parte dei rapporti. Dei ponti e non dei muri. Dalla parte della legalità. Dalla parte del dialogo. Dalla parte della pace. Dalla parte delle vittime. Dalla parte di chi subisce ingiustizie. Dalla parte di chi costruisce. Dalla parte di una crescita economica inclusiva e condivisa. Dalla parte di chi difende caparbiamente, nel piccolo e nel grande, l’idea del bene e del bene comune. L’elenco potrebbe continuare… Dalla parte, insomma, dell’umanità.

Foco-Igino Giordani amava ripetere: “Non so fare il direttore diretto”. Posso dire che nel mio piccolo cercherò di seguire i suoi insegnamenti e il suo esempio. Conto e contiamo sul vostro sostegno. Rincuorati dall’affetto e dal seguito della nostra comunità di lettori in questa due giorni di Festival. Continuate a seguirci. Buona lettura.

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