Metti una sera di ottobre, un incontro online con 90 partecipanti e anche il desiderio di ritrovarsi per conoscere il nuovo direttore di Città Nuova, Riccardo Barlaam, e fargli festa!
Sono questi gli ingredienti principali che hanno dato vita ad un incontro intenso, profondo e coinvolgente. Tutto è partito da un gruppo formato da una ventina di persone diverse per sesso, per età, per lavoro, per carattere, ma tutti lettori fedeli ed entusiasti di un mensile: gli appassionati di Città Nuova di Parma, nato il 28 ottobre del 2021. Riccardo Barlaam si è collegato aderendo all’invito del gruppo e la gioia era tangibile sui volti di tutti.
Il nuovo direttore, nativo di Penne, in provincia di Pescara, è alto, magro, sorridente, capelli brizzolati, ma di aspetto giovanile, ed era curioso di conoscere chi lo aveva invitato e pronto a mettersi in gioco per farsi conoscere a sua volta! Sono susseguiti momenti di riflessione su articoli, aneddoti, ricordi, curiosità, scambi e condivisioni in un clima di profondo ascolto e partecipazione. Riccardo, sollecitato dalle sorprese preparate per lui, ci ha parlato con il cuore in mano rivelando tanto di sé, del suo passato, della sua famiglia, del suo lavoro, dei suoi molteplici interessi, delle sue fatiche, di qualche insuccesso e dei suoi sogni.
È stato emozionante seguirlo nella sua attività di giornalista professionista mentre parlava dell’America, dell’Africa, del suo impegno al Sole 24 Ore. Si occupava dei posti più dimenticati del mondo, poi è stato inviato dal direttore del suo quotidiano alla Casa Bianca nel 2020 per seguire la prima presidenza di Trump e la politica americana. Come membro del Movimento dei Focolari nato da Chiara Lubich, ha vissuto una bella esperienza con la comunità molto accogliente della Cittadella “Luminosa” a New York: un ricordo ancora in lui tanto presente, di cui si è percepita tutta l’intensità.
Rientrato in Italia, per il Sole 24 Ore, ha avuto la responsabilità di tutte le notizie provenienti dall’estero e quindi, era in continuo contatto con i giornalisti sparsi per il mondo per circa 15 ore al giorno. Ad un certo punto, a 60 anni, ha compreso che non poteva continuare a lavorare così intensamente e si è detto: “Io voglio vivere!”. È stata l’occasione per rallentare. Uscito dal Sole 24 Ore, a cui è rimasto comunque legato per una collaborazione, da due anni, ha dedicato il suo tempo a rinnovare, insieme al direttore generale Giovanni Mazzanti, all’allora direttore Giulio Meazzini e ad altri, Città Nuova, nella grafica, nella copertina, nel lancio dell’APP digitale.
Dal primo ottobre, ne è diventato il direttore. Ci ha parlato delle sue maratone, di alcune gran fondo di ciclismo e di nuoto, di altre gare di triathlon, della sua concezione di sport vissuto come terapia per il corpo e per l’anima, che ha definito una “meditazione dinamica”. Poi però, Riccardo ha voluto conoscerci man mano che ciascuno leggeva la riflessione su un articolo. Ha iniziato Elsa di Tizzano Val Parma proponendoci una pagina tratta da Nuova Umanità del direttore Bernhard Callebaut, “Trasformare il brutto in bello”. È un invito a credere che anche in momenti oscuri possa germogliare qualcosa di nuovo. Occorre, però, che il nostro sguardo sappia andare oltre l’orizzonte immediato non per evadere dalla realtà negativa, ma per abitarla dal di dentro.
È stata poi la volta di Daniela Roncai che ha parlato del valore della famiglia, in cui ciascun componente trova aiuto, sostegno, amore per vivere la propria vita nella gioia e nel dolore, ciò che avviene nel Team Barlaam formato dalla moglie Claudia, e dai figli Simone e Alice. Annamaria ci ha fatto riflettere su quanto sia importante l’attaccamento al paese d’origine, di come sia presente nella gente, nelle piante, nella terra qualcosa che ci appartiene: anche quando ci si allontana resta ad aspettarci. Senz’altro Penne rappresenta per Riccardo Barlaam un punto di riferimento importante: nonostante la vita e gli impegni sempre più pressanti, quel legame con il suo paese non si è mai interrotto.
Carlo Giorgioni, leggendo l’articolo “Restare umani: leggere Etty Hillesum” di Letizia De Torre sulla rivista Città Nuova di agosto, è rimasto colpito dall’attualità del pensiero di questa intellettuale ebrea uccisa ad Auschwitz nel 1943 a 29 anni. Nonostante tutte le sofferenze vissute, si è opposta alla tentazione di reagire all’odio alimentando altro odio.” Restare umani in un sistema disumano, riconquistare ampi spazi di pace dentro di noi e rifletterla verso gli altri”.
Dalla redazione del giornale Teens, formata da adolescenti che scrivono per i loro coetanei, arriva una proposta importante: cercasi connessione, quella vera. Occorre entrare “in empatia” per accogliere e comprendere chi si ha davanti. Nel giornalino di settembre/ottobre 2026 si affronta questo interessante argomento sotto vari aspetti.
Chiara Gianni leggendo “Ricominciare, con calma” di Sara Fornarosu Città Nuova di settembre ci ha fatto riflettere sulla ripresa della scuola e delle varie attività con cui spesso “intasiamo” la quotidianità dei nostri figli. L’argomento è affrontato nel mensile per bambini Big e nell’Inserto educatori contenuto nel giornalino di settembre da quattro esperti, tra cui gli psicologi Mariano Iavarone ed Ezio Aceti.
L’incontro si è concluso ringraziando il nostro ospite e Città Nuova per essere speciali compagni di viaggio, una seconda famiglia. Nel darci appuntamento al festival del 24 e 25 ottobre, auguriamo buon lavoro a Riccardo!
Annamaria Carobella