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Italia > Società

Se i giovani non vogliono diventare carne da cannone

di Carlo Cefaloni

- Fonte: Città Nuova

Carlo Cefaloni

Mente dalla Germania all’Italia cresce un movimento giovanile contrario alla guerra, a Firenze verrà lanciata la campagna “Sollèvati! La coscienza non si arruola”

Manifestazione contro le armi Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO

La guerra è ormai sdoganata da tempo nel dibattito pubblico se il compassato ex presidente del Consiglio Mario Monti nel 2024 in una trasmissione radiofonica ha aperto alla possibilità dell’invio di truppe di terra in Ucraina per fermare l’avanzata russa.   Lo scorso 15 ottobre, il capo di Stato maggiore dell’esercito britannico, generale Roly Walker, in un discorso rivolto  a circa 700 soldati della 1ª Divisione britannica presso la base di Catterick Garrison (North Yorkshire),ha invitato i politici ad essere sinceri con i cittadini che vanno avvisati alla necessità di prepararsi alla guerra. Già nel novembre 2025 in Francia, il capo di Stato maggiore delle Forze Armate,  generale Fabien Mandon, si è rivolto al congresso dei sindaci invitandoli a prepararsi a sacrifici richiesti in caso di conflitto e ad «accettare di perdere i propri figli» in guerra.

Lo scrittore Antonio Scurati, autore di una originale biografia di successo su Mussolini, si è lamentato della mentalità pacifista dei giovani che invece dovrebbero riscoprire un animo guerriero.

Ma l’intervento più articolato e compiuto è stato il discorso fatto a dicembre 2025 ad un convegno promosso a Pavia dall’Istituto Aspen, una sorta di stanza di compensazione della classe dirigente,  dal generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano,  sulla necessità di ritrovare quell’amore per la patria dimostrato dai 650 mila giovani morti durante la prima guerra mondiale.

Non siamo ancora arrivati in Italia al ripristino della leva obbligatoria, molto difficile da gestire, ma ad una forte pressione per l’arruolamento volontario con iniziative nelle scuole ma anche con corsi rivolti agli operatori dell’informazione. Lo stesso sta accadendo in Germania dove sono previsti forti incentivi per chi sceglie il servizio militare dato che quel Paese, come ha detto il cancelliere Merz, ha l’obiettivo di diventare la prima forza armata convenzionale in Europa, lasciando alla Francia la primazia sulle armi nucleari.

Come abbiamo riportato su cittanuova.it, i giovani tedeschi non hanno risposto con entusiasmo agli inviti che arrivano da una leadership in forte affanno per l’avanzata dell’estrema destra dell’AFD che è contraria alla guerra contro la Russia ma non al colossale piano di riarmo che sapranno orientare in altro modo.

Oltre alle manifestazioni che già si sono svolte in Germania seguirà un grande evento programmato a livello europeo per il prossimo 20 novembre. Ma non sappiamo nel frattempo cosa potrà accadere.

In Italia alcune organizzazioni giovanili hanno promosso manifestazioni con riferimento esplicito al rifiuto della guerra ma l’attenzione è stata poi attratta dai disordini esplosi per iniziative di gruppi che esprimono un disagio profondo su cui si stanno sbizzarrendo una montagna di analisi.

Esiste un grande fastidio dell’informazione mainstream contro le ragioni dell’opposizione alla chiamata alle armi. Lo si è visto in diretta tv la sera del 21 ottobre quando in una trasmissione della Rai, il conduttore Bruno Vespa ha praticamente impedito che Sabrina Brizzola,  rappresentante dell’Udu ( Unione degli universitari) potesse esprimersi per spiegare le ragioni della protesta.

Ma di sicuro lo sconcerto più grande si è registrato quando in maniera inaspettata la segretaria nazionale dei Giovani democratici, Virginia Libero. ha dichiarato con forza: «Non saremo noi i soldati delle vostre guerre, noi organizzeremo i disertori».

Una presa di posizione che rivela le tensioni esistenti in quell’area politica dove molti esponenti di primo piano, a cominciare da Prodi, hanno criticato e preso le distanze da tale linea “pacifista”.

È in tale contesto che si colloca la campagna “Sollèvati! La coscienza non si arruola” che sarà presenta Firenze sabato 24 ottobre da un nutrito gruppo di associazioni e movimenti che hanno condiviso l’iniziativa lanciata dalla Comunità dell’Arca, la realtà fondata nel 1948 da Lanza Del Vasto, il discepolo italiano del Mahatma Gandhi che è tuttavia più conosciuto in Francia che nel nostro Paese.

Nell’intervista pubblicata su cittanuova.it, Enzo Sanfilippo. rappresentante della Comunità dell’Arca, ha spiegato il senso di una proposta lanciata durante la marcia della pace di fine anno organizzata nel 2025 dalla Cei a Catania e cioè di sostenere i giovani che rifiutano di farsi iscrivere automaticamente nelle liste di leva compilate dalle anagrafi dei comuni italiani.

Il servizio di leva militare infatti non è stato abolito ma solo sospeso e le amministrazioni comunali sono tenute ad aggiornare gli elenchi di coloro che potranno essere chiamati alle armi in caso di revoca della sospensione per motivi straordinari, come la dichiarazione di guerra rimessa nelle mani del Presidente della Repubblica con l’assistenza del Consiglio supremo di Difesa che si riunisce periodicamente nel palazzo del Quirinale. In questo anno 2026 sono stati iscritti, con avviso pubblico esposto nei comuni, i giovani maschi della classe 2009. Così come lo furono i giovani del 1899 ( “i ragazzi del 99”) celebrati nella retorica della  vittoria della prima guerra mondiale.

La campagna ha già avuto un primo caso in cui è stata presa sul serio per iniziativa del sindaco di Capaci, Pietro Puccio, che amministra la cittadina resa nota per la terribile strage mafiosa consumatasi nel 1992 in quel territorio.

Pietro Puccio sarà presente tra l’altro alla prossima marcia della pace del 31 dicembre 2026 che si terrà a Cuneo, dove interverrà nella piazza Duccio Galimberti, nel luogo simbolo della Resistenza per parlare di “pace e politica”.

La campagna Sollèvati! Si associa a quella promossa da Emergency (Ripudia!)  con la proposta del diritto all’obiezione di coscienza alla guerra che si estende fino al rifiuto di collaborare alla produzione bellica. Un dilemma che vede già coinvolti i giovani studenti delle facoltà di Ingegneria che collaborano con i progetti di ricerca della società Leonardo.

Il luogo del lancio della campagna Sollèvati! È quanto mai emblematico per il legame con la lezione di don Lorenzo Milani sulla difesa dell’obiezione di coscienza espressa nella sua famosa lettera ai cappellani militari (“L’obbedienza non è più una virtù”) e con Giorgio La Pira che nel suo impegno controcorrente per la pace sostenne anche un processo nel 1961 per aver autorizzato, quale sindaco della città, nonostante la censura di Stato, la proiezione pubblica del film “Non uccidere” (Tu ne tueras point) del regista francese Claude Autant-Lara.

Se l’iniziativa sarà presa sul serio e prenderà piede, la questione assai complessa della resistenza alla guerra annunciata in tanti modi susciterà un vivace confronto dentro la società italiana. Anche perché l’obiezione di coscienza proposta non vuol essere piattamente antimilitarista o esprimere una resa contro i violenti ma l’impegno alla difesa civile e nonviolenta.

“Sollèvati! La coscienza non si arruola” è promossa da Comunità dell’Arca, Pax Christi, Agesci, Acli,  Attac Italia, Movimento dei Focolari Italia, Fondazione Giorgio La Pira, Centro internazionale studenti Giorgio La Pira, Opera gioventù Giorgio La Pira, Cesc Proiect, Movimento nonviolento Palermo, Emergency, Commissione GPIC Italia, Associazione Nuova Camaldoli, Cordinamento d’Azione dei corpi civili di pace e Mir Italia.

 

 

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