Un nuovo volto all’Appennino dopo il terremoto

Sull'Appennino del Centro Italia  che tremò ancora ad ottobre. Focus sui tre luoghi chiave: Visso, Castelluccio di Norcia e Basilica di san Benedetto a Norcia
Appennino, Castelluccio_di_Norcia_(Italia)Wikipedia

In Ottobre il ricordo del terremoto nell’Appennino centrale, in quella terra di confine tra Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria, si fa sempre  presente vivo tra la popolazione. Certamente, tra i motivi, il fatto che ancora in questi giorni una scossa di  magnitudo 3.7 a Visso  ha riportato nuovamente la gente in strada. La stessa comunità appenninica che tremò ancora nell’ottobre del 2016 dopo il fatidico 24 agosto.  Una prima volta il 26 ottobre con una scossa di 5.4 nel comune di Castelsantangelo sul Nera (Mc), seguita da un’altra più intensa di 5.9  con epicentro nel comune di Ussita vicino Visso (Mc). E infine, ancora, il 30 ottobre, con un 6.5 tra Norcia  e Preci.

Ed è proprio in questi giorni che sono previsti una serie di eventi a ricordo di tali date. Tra essi, il 26 ottobre alle ore 9:00 presso l’Unicam di Camerino, l’evento “Il sisma 2016 del Centro Italia, cinque anni dopo”. Le Anci regionali di Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria  si sono date appuntamento nella cittadina marchigiana per stilare un bilancio a cinque anni dal sisma, ripercorrendo l’impegno nella ricostruzione delle comunità e delle aziende, le esperienze dei sindaci nonché  tracciare prospettive per la ripresa. Tra le personalità presenti: Giovanni Legni, commissario per la ricostruzione del Sisma Centro Italia 2016, e Fabrizio Curcio, capo Dipartimento per la Protezione civile.

Ma torniamo a parlare di luoghi. Sempre in questi giorni è torna alla ribalta Visso: gioiello medievale e rinascimentale, della provincia di Macerata, incastonato tra i Monti Sibillini. Il piccolo comune, tra i borghi più belli d’Italia,   che diede i natali ed Agrippa,  ha iniziato la costruzione di un ampio centro di servizi con chiesa, grazie alla procedura velocizzata voluta dal commissario straordinario Legnini. Inoltre, il centro storico  che vanta luoghi come la bellissima piazza dei Martiri Vissani e la Collegiata di Santa Maria, ancora zona rossa, inizierà la propria ricostruzione entro il 2022, mentre sono 170 i cantieri approvati fuori le mura cittadine. Tra i prossimi luoghi che attendono una cantierizzazione ci sono: il recupero delle torri e delle mura castellane, il palazzo Santo Spirito e la scuola Capuzzi.

Ma di Visso, la terra del ciauscolo, attrattiva di turisti anche per le circostanti montagne, si parla anche perché quest’anno ha avuto un incremento di visitatori. Ciò che è mancato, tuttavia, sono ancora delle strutture ricettive o delle seconde case capaci di accogliere questo crescente afflusso. Ma c’è un altro posto, stavolta in Umbria che ha fatto recentemente parlare di sé.  Si tratta di Castelluccio di Norcia, crollata nella quasi totalità sotto i colpi del terremoto. Per questo borgo la novità arriva dal fatto che verrà ricostruita con una soluzione innovativa: isolatori sismici, cioè delle lastre mobili di 6mila metri quadrati , capaci di impedire agli edifici di danneggiarsi in caso di scosse. Attualmente, intanto, la cittadina, resiste e può contare su delle strutture provvisorie con negozi e vendita di alimentari fuori dal perimetro del centro.  Anche per Castelluccio, che ha tra le numerose attrattive certamente la fioritura, il turismo quest’anno ha avuto una forte impennata.

E infine, anche la Basilica di san Benedetto da Norcia sembra possa rivedere la luce. Distrutta con la forte scossa del 6.5 del 30 ottobre è stato dato il via libera definitivo al progetto della ricostruzione per  un totale di oltre 12 milioni di euro. L’operazione prevede due fasi: una prima di 7,5 milioni di euro che riguarda la parte strutturale e impiantistica; la secondo di 4,5 milioni che finanzierà attività di restauro, opere architettoniche e impiantistiche.

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