Tra fondamentalismo e indifferenza

Uno degli effetti del tragico attentato terroristico dell’11 settembre 2001 è stato senza dubbio quello di rimettere al centro dell’attenzione il fatto religioso e la sua non marginale rilevanza sociale e persino politica. Di converso, e quasi per reazione, mai come oggi il secolarismo, veicolato dalle nuove tecnologie della comunicazione, sta diventando tanto pervasivo da apparire un processo inarrestabile. La sfida sta nell’impegno di discernere l’eventuale relazione tra questi due fenomeni e di evidenziare il possibile significato della trasformazione – spirituale e culturale – di cui la situazione, della quale essi sono specchio, è segno e veicolo. Il contributo che può venire da una lettura in prospettiva cristiana si pone per sé all’incrocio tra la rilevazione storica e fenomenologica dei fatti in questione e la formulazione di una chiave di lettura e di orientamento illuminata dalla Parola di Dio, che s’è fatta carne in quell’evento drammatico che una volta per sempre ha fatto irruzione nella storia, e la penetra fermentandola dal di dentro con il soffio discreto, imprevedibile ed efficace dello Spirito che interpella anche oggi la nostra libertà.

 

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