Terrorismo anti-musulmano?

In una Londra ferita per le emergenze ripetute, stanotte la violenza assassina sembra aver colpito per la prima volta la comunità musulmana. Che in realtà è da tempo nel mirino dei jihadisti

Non si hanno ancora certezze, ma con tutta verosimiglianza sembra che un uomo di 48 anni, già arrestato dopo aver rischiato di essere linciato dalla folla, abbia scagliato il suo furgone contro la folla di musulmani in uscita dalla Finsbury Park Mosque nella Seven Sisters Road. Theresa May, ha confermato che il caso viene trattato come «un potenziale attacco terroristico». Il bilancio parla di un morto e otto feriti, ma si attendono conferme. Sembra invece smentita la notizia che lo stesso attentatore abbia cercato di accoltellare dei fedeli musulmani.

Un altro passo in avanti nella spirale del terrore. Sempre a Londra, che sembra essere stata presa di mira in questi ultimi mesi. Metropoli multiculturale per eccellenza, luogo di scambio privilegiato tra razze, etnie, culture e religioni diverse, Londra pare il coacervo delle tensioni di un’Europa sull’orlo di una crisi di nervi.

È stato detto che questo sarebbe il primo attentato contro la comunità musulmana in Europa. Non è vero, per tre motivi: perché innumerevoli in questi ultimi anni sono stati gli attacchi, certo più intimidatori che assassini, contro le moschee, espressione piuttosto di una latente islamofobia ambientale che di un reale piano terroristico anti-musulmani; in secondo luogo perché tra le vittime del terrorismo di questi anni in terra europea vi sono anche numerosi musulmani, per tutti Ahmed Merabet, il poliziotto ammazzato nell’attacco a Charlie Hebdo; e infine perché tutti gli attacchi terroristici di questi anni, dal Bataclan al concerto di Manchester, in realtà hanno nel mirino la comunità musulmana che non vuol seguire i fondamentalisti islamisti nella via della lotta senza quartiere contro “i crociati”.

La lotta al terrorismo per essere efficace deve unire tutti gli uomini e le donne di buona volontà, al di là del loro credo, delle loro filosofie di vita, delle loro tendenze antropologiche. Oliver Roy parla dei terroristi jihadisti come “nichilisti” (cioè che non credono in niente): questa è la realtà. Scopriremo nelle prossime ore la vera identità dell’attentatore di stanotte a Londra: probabilmente sarà un altro “nichilista”, o forse semplicemente un “anello debole” della catena sociale stressata dalla tensione accumulata in questi mesi.

Intanto la nostra testata manifesta la sua solidarietà alla comunità musulmana in Europa, così come i veri fedeli islamici fanno puntualmente in occasione di ogni attentato. La reciprocità della solidarietà e delle scuse è fattore di pace e di vicinanza.

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