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Tadao Ando

Giorgio Armani dedica questa retrospettiva, in collaborazione con il Centre Pompidou, all'abilità dell'architetto giapponese nel dare poesia al cemento e di trasformarlo in una materia viva, persino luminosa.

 

 

Giorgio Armani dedica a Tadao Ando, autore nel 2001 dell’Armani Teatro di via Bergognone, un omaggio alla sua straordinaria contemporaneità classica, combinazione sapiente di cemento, acqua, pietra, luce, minimalismo. «Nell’architettura di Tadao Ando vedo la straordinaria abilità di trasformare materiali pesanti come il metallo e il cemento, in qualcosa di poetico e di entusiasmante. Mi piace, – osserva Giorgio Armani -, come usa la luce, un elemento fondamentale che contribuisce a definire il carattere degli spazi». La categoria mentale che accomuna i due maestri è “il semplice”, come percorso di pensiero e segno estetico, nel riferimento culturale del legame con Milano, al razionalismo e al movimento moderno di Ponti, all’ethos sobrio di Mangiarotti, agli intenti di Sostass.

Giorgio Armani dedica questa retrospettiva, in collaborazione con il Centre Pompidou, all’abilità di Tadao Ando nel dare poesia al cemento e di trasformarlo in una materia viva, persino luminosa. «Ammiro sinceramente tutto ciò che fa. Sono molto felice di questa nuova collaborazione e credo che Armani Silos, con la sua atmosfera rigorosa e suggestiva, sia il luogo perfetto per esprimere tutta la poesia e la potenza del suo lavoro», osserva Giorgio Armani.

L’ architetto di Osaka si contraddistingue per una visione pura ed essenziale, figura fondamentale di un progettare che predilige l’uso insolito della natura e la combinazione nello spazio di elementi come l’ acqua e la luce. «Mi piacerebbe realizzare – dice Tadao – architetture che possano durare per sempre, non nella sostanza e nella forma, ma come un ricordo indelebile nel cuore degli uomini». Puoi trovarvi l’universo umano e tragico, del nascere, del vivere, del morire proprio della spiritualità di Rothko, l’oggettivo e il sacro trasfigurati nell’impressionismo astratto dell’informale, il tonalismo di Tiziano e lo stupore, la personale rivelazione dell’anima nel silenzio di Dio. «Quando l’architettura si confronta con gli eventi, nuovi dialoghi prendono vita. Sono dialoghi che parlano dell’anima delle persone. Come posso dare forma a questi dialoghi affinché siano fondamentali e proficui? Non c’è una risposta assoluta perché ogni progetto si sviluppa in un determinato contesto. Questo è ciò che rende l’architettura una sfida entusiasmante». È un linguaggio semplice, seguace di Le Corbusier, che crea armonie tra l’antica tradizione giapponese e l’architettura contemporanea.

 

THE CALLENGE. TADAO ANDO.

XII Edizione ” Milano Moda Design”.

Armani Silos.

A cura di Frederic Migayrou

8 aprile- 28 luglio 2019.

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