Summer Campus a Roma: l’impegno dei giovani con Corviale

Musica, argilla, pittura. Legalità, immigrazione, politica e disarmo. Come entrare in contatto con il quartiere.

Lunedì mattina abbiamo cominciato con un tema forte e attuale: “La legalità del NOI. Dialogo e testimonianze di legalità dal basso”. «Occorre proporre un modello di legalità organizzata alternativo alla subcultura espressa dalla criminalità organizzata. Una Legalità circolare che nasce dalla relazione e dall’incontro, che si contrappone al modello verticale tipico dei clan». È il messaggio lanciato da Gianni Bianco, vice caporedattore della cronaca del Tg3 RAI nazionale.

Emblematica la storia di riscatto di Davide, ex camorrista ora autore di libri di poesie, o l’esperienza dell’associazione Pollici Verdi, semplici cittadini che si occupano di gestire un parco pubblico a Scampia. Significativa anche la testimonianza di Pinuccio Fazio, padre di Michele, un ragazzo di appena 16 anni ucciso sotto casa da un proiettile durante uno scontro tra clan rivali a Bari vecchia il 12 luglio 2001. «Mio figlio era al momento sbagliato ma al posto giusto, perché era sotto casa – afferma Pinuccio –. Inizialmente non avevo alcuna voglia di parlare, ma ho capito che non ero solo! In tanti mi hanno sostenuto ed incoraggiato a denunciare, ad andare avanti, a non lasciare la mia città».

La lotta di denuncia è stata lunga e difficile, ma Pinuccio si ritiene «libero di parlare, di camminare nella mia città senza paura, di perdonare, di raccontare affinché non succeda ad altre famiglie quello che è successo a me». Grazie al suo coraggio, oggi il quartiere ha recuperato un senso di comunità e riscatto a partire dalla restituzione ai cittadini degli spazi prima simbolo del potere della criminalità locale. Sensibilizzare i giovani, i media, e le istituzioni, è stato dal primo momento l’obiettivo di Pinuccio e di sua moglie Lella, sostenuti dall’Associazione Libera di don Ciotti.

Ma ai giovani del Summer campus piace “sporcarsi le mani”. Ai momenti di formazione, si alternano laboratori artistici di argilla, murales e musica con i bambini di Corviale, che spinti da curiosità e vivacità diventano ogni giorno più numerosi. Altri ragazzi sono andati alla scoperta del Serpentone con don Gabriele, ospitati dalle famiglie che vivono nel quartiere, entrando in contatto con realtà e associazioni che da tempo hanno creato alternative in spazi di socialità per condividere ed esprimere talenti e laboriosità.

Molti di noi hanno avuto una preziosa opportunità: conoscere altre periferie esistenziali e geografiche della capitale. Con l’associazione RomaAmor, abbiamo aiutato nella preparazione e distribuzione di pasti per i senza tetto presso la stazione Ostiense. Alfonso De Nicola, responsabile dell’associazione Sempre Persona, ci ha accompagnati presso alcune famiglie di ex detenuti a Cinecittà, Tor Bella Monaca, Ponte di Nona. Un’occasione importante per conoscere storie di riscatto, instaurare rapporti di amicizia, e condividere un pasto squisito da loro preparato per noi.

Nel pomeriggio di martedì, l’impatto tematico ha tenuto alta l’attenzione in sala. “Migranti: quale accoglienza? Riflettiamo insieme su una questione di grande attualità”. Claudio Torre, giovane di 29 anni, ha raccontato la sua esperienza di operatore presso un centro S.P.R.A.R. ribadendo la necessità di superare il modello incentrato sull’accoglienza cosiddetta “straordinaria” per favorire invece progetti di integrazione effettiva attraverso l’accoglienza diffusa.

L’avvocato Flavia Cerino, esperta in diritto dell’immigrazione e tutore di minori non accompagnati, ha sollecitato i giovani a sviluppare senso critico di fronte alle affermazioni rese in tv o sui social dai politici, a porsi domande, informarsi. A fronte di una popolazione pari a 60 milioni di italiani la presenza di 300 mila migranti può definirsi realmente un’emergenza? Come si può pensare di definire “migrante irregolare” chi scappa a causa di fame, povertà e assenza di prospettive nelle proprie terre di origine?

«Oggi si riduce tutto alla presunta distinzione tra migranti economici e aventi diritto a forme di protezione – spiega l’avvocato Loredana Leo dell’ASGI – Non si può operare tale diversificazione solo sulla base della nazionalità di provenienza all’arrivo sulle nostre coste in maniera semplicistica. Ma si parla di diritto della persona, e questo necessita di maggiori approfondimenti in sede di esame della domanda di protezione».

Il dibattito sulle migrazioni è molto più complesso e non può esulare da questioni più ampie come le guerre alimentate dai Paesi più sviluppati attraverso la vendita di armi agli Stati africani. Un tema che verrà ripreso nei prossimi giorni con un focus sull’Economia Disarmata.

Testimonianze, incontri, e divertimento. Questi gli ingredienti necessari per iniziare a costruire giorno per giorno un tessuto forte, anche in vista della festa di quartiere di venerdì pomeriggio.

 

 

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