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Ekklesía N. 24 (2024/03)

Stile sinodale: tra mistica e metodo

Ekklesía n. 24 esplora lo stile sinodale tra mistica e metodo, offrendo strumenti per un discernimento comunitario autentico. Attraverso il concetto di ascolto generativo e la pratica della conversazione nello Spirito, il numero analizza come coniugare spiritualità e procedure per rinnovare la vita delle parrocchie e superare il clericalismo.

Copertina rivista Ekklesia numero 24 (Città Nuova).
Copertina rivista Ekklesia numero 24 (Città Nuova).

Il numero 24 della rivista Ekklesía, edita da Città Nuova, si addentra nel cuore pulsante della riforma ecclesiale oggi più urgente: la capacità di coniugare l’ispirazione spirituale con le pratiche concrete del vivere insieme. Il tema centrale esplora come la Chiesa possa trasformarsi non solo attraverso nuove regole, ma mediante un autentico stile di vita condiviso. Nell’editoriale intitolato “Mistica e metodo”, il direttore Hubertus Blaumeiser chiarisce che la sinodalità non è una semplice tecnica organizzativa, né un vago sentimento di comunione, ma l’unione indissolubile di una profonda esperienza spirituale e di procedure rigorose. Questo equilibrio permette di evitare che il cammino ecclesiale scivoli nel vuoto formalismo o, al contrario, in un entusiasmo disincarnato, indicando la via per una comunità che sa decidere e agire mossa dallo Spirito.

Al centro di questo percorso troviamo la necessità di un ascolto generativo, un concetto caro a Chiara Lubich che in questo numero ci offre indicazioni preziose per imparare ad accogliere l’altro nel profondo. Per la fondatrice dei Focolari, ascoltare significa “farsi nulla” per far nascere la presenza di Dio tra le persone, trasformando il dialogo in un atto creativo. In Ekklesía n. 24, questa prospettiva viene integrata dalle riflessioni teologiche di Piero Coda, che analizza il nesso tra mistica e procedure, mostrando come la struttura stessa della Chiesa debba riflettere la vita trinitaria. Solo superando ogni traccia di clericalismo e adottando metodi che favoriscano la partecipazione di tutti, la comunità cristiana può diventare realmente credibile e capace di rispondere alle domande di senso del mondo contemporaneo.

La concretezza di questo stile emerge chiaramente nella pratica della conversazione nello Spirito, approfondita in questo numero da Nathalie Becquart. Si tratta di un metodo che non punta alla vittoria di un’opinione sull’altra, ma alla ricerca corale della volontà di Dio attraverso il silenzio, la parola e il discernimento comunitario. Questo approccio richiede facilitatori esperti e una formazione specifica, come suggerito da Andrew Spiteri, perché la sinodalità non si improvvisa. In Ekklesía n. 24, la spiritualità dell’unità di Chiara Lubich viene riletta da Jesús Morán come uno strumento prezioso al servizio della prassi sinodale, offrendo un modello di relazione che permette di abitare le tensioni e le diversità in modo costruttivo.

Il fascicolo completa la sua indagine con casi di studio e testimonianze che spaziano dalle parrocchie negli Stati Uniti, raccontate da Clint Ressler, alle esperienze in Australia e in Asia. Attraverso l’analisi dell’Instrumentum laboris e l’intervista a Riccardo Battocchio, il numero offre una bussola per orientarsi nelle prossime tappe del cammino ecclesiale mondiale. Non mancano sguardi sulla crisi degli abusi e sui processi di rigenerazione necessari per guarire le ferite della Chiesa, ricordandoci che la vera riforma parte sempre da una conversione pastorale e personale. In sintesi, questo volume ci consegna l’immagine di una Chiesa che, ispirata dal modello di Maria proposto dal cardinale Giuseppe Petrocchi, impara a camminare con passo sicuro tra la profondità della preghiera e l’efficacia del metodo.

Buona lettura!

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