Il numero 26 della rivista Ekklesía, edita da Città Nuova, affronta uno dei temi più caldi e complessi del nostro tempo, invitandoci a guardare al fenomeno migratorio non solo come a un’emergenza, ma come a una fondamentale opportunità di rinnovamento per l’intera famiglia umana. Nell’editoriale intitolato “Tutti invitati a migrare!”, il direttore Hubertus Blaumeiser ribalta la prospettiva comune, suggerendo che il movimento non riguardi solo chi attraversa i confini fisici, ma ogni cristiano chiamato a uscire dalle proprie sicurezze per andare verso l’altro. La sfida è quella di abitare questo cambiamento d’epoca con uno sguardo capace di scorgere i semi di speranza che il dinamismo delle migrazioni porta con sé, trasformando l’accoglienza in un laboratorio di fraternità universale.
All’interno di Ekklesía n. 26, la riflessione si nutre del pensiero di Chiara Lubich, che interroga il futuro delle società multiculturali e multireligiose. Per la fondatrice dei Focolari, l’unità non annulla le identità, ma le valorizza in un dialogo che si fa cultura dell’incontro, dove ogni diversità diventa un dono prezioso per il bene comune. Questa visione profetica trova una sponda fondamentale nell’invito di papa Francesco a “dare carne” alla fraternità, ricordandoci che dietro i flussi migratori ci sono volti, storie e sogni che interpellano la nostra responsabilità. Superare il clericalismo e le barriere mentali significa riconoscere nello straniero quel “fratello” e quella “sorella” che la Bibbia ci indica come specchio della nostra stessa condizione di pellegrini sulla terra.
Il fascicolo approfondisce le radici bibliche e sociologiche del cammino umano grazie ai contributi di Tobias Häner e Luigino Bruni, i quali chiariscono come il “prossimo” non coincida necessariamente con il “vicino”. In Ekklesía n. 26 viene data voce a chi abita le frontiere, come Amaya Valcárcel e Susanne Janssen, offrendo testimonianze dirette dai confini del Messico o dai campi rifugiati del Congo. Questi racconti mostrano una Chiesa in cammino, capace di sporcarsi le mani per garantire dignità e diritti, dimostrando che la sinodalità si realizza concretamente nella capacità di camminare insieme a chi è più vulnerabile, rendendo le parrocchie urbane, come descritto da Jon Dal Din, nuovi centri di partecipazione e integrazione.
Dalle esperienze del Centro studenti “Giorgio La Pira” di Firenze, narrate da Maurizio Certini, fino all’impegno per i rom in Ungheria di Géza Dúl, il numero delinea una mappa dell’accoglienza che non conosce confini. La tappa dell’attuazione del processo sinodale, analizzata da Piero Coda, richiama l’urgenza di una conversione pastorale che passi per l’ascolto delle periferie. Il numero si conclude con la luminosa testimonianza di santità di Margarita Bavosi, presentata da Carlo Fusco, e con il ricordo del vescovo luterano Christian Krause curato da Dieter Rammler, figure che ai crocevia della storia hanno saputo testimoniare che l’unico vero confine da superare è quello dell’indifferenza.
Buona lettura!