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Mondo > Politica

Rinviato a giudizio l’ex leader socialista spagnolo Zapatero

di Javier Rubio

- Fonte: Città Nuova

In Spagna, il giorno dopo la sconfitta socialista in Andalusia da parte dei popolari, è scoppiato il caso Zapatero: l’ex leader socialista ed ex primo ministro è stato rinviato a giudizio per fatti apparentemente noti da più di 2 anni, ma mai rivelati fino ad ora

L’ex premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero durante una visita a Caracas, in Venezuela, il 6 febbraio 2026. Credit: ANSA/EPA/Ronald Peña R.

Ricordo, da quando ero studente di filologia, l’espressione latina consecutio temporum, cioè la concordanza temporale. È il termine usato per descrivere la corrispondenza che si stabilisce tra due forme verbali, una nella frase principale e l’altra nella subordinata. Un esempio per capire meglio. Se io dico in italiano: «Quando Javier arriverà, usciremo a cena», le due forme verbali sono in indicativo futuro. Invece, se lo dico in spagnolo: «Cuando llegue Javier, iremos a cenar», il primo verbo è al congiuntivo presente e il secondo al futuro indicativo. Sono queste piccole differenze tra le diverse lingue che complicano il lavoro dei traduttori. In realtà, non volevo parlare di linguistica, bensì di politica. O meglio, di informazione sulla politica, perché anche qui si produce una sorta di consecutio temporum. Cioè: a una data notizia corrisponde necessariamente “nel tempo” un’altra che di solito funge da contrappeso. Altre volte però si insiste sul contenuto informato prima, mettendo sempre in luce la rivalità tra i partiti politici. Andiamo al caso concreto.

Domenica 17 maggio il Partito popolare (Pp) spagnolo ha vinto le elezioni in Andalusia, anche se non ha ottenuto (per due seggi) la maggioranza assoluta. Per poter governare, l’Andalusia diventa la quarta regione, dopo Estremadura, Aragona e Castiglia-León, costretta ad arrivare a patti con l’estrema destra di Vox. In altre parole, il Pp ha vinto nelle ultime convocazioni elettorali regionali, ma ha bisogno del sostegno di Vox per poter governare. Lo stesso accadde nel 2023 a livello nazionale, quando i socialisti di Pedro Sánchez hanno dovuto fare concessioni a piccoli partiti, di sinistra e di destra. Ma il governo nazionale a guida socialista continua a sopravvivere nonostante la costante pressione della destra per cacciarlo. La rivendicazione dei dirigenti del Pp insiste sul fatto che sono sempre loro a vincere, e che dovrebbero quindi governare, anche a livello nazionale.

Poi a stretto giro è successo il fattaccio: il 18 maggio, giorno successivo alla vittoria del Pp in Andalusia, negli organi di stampa è scoppiata la notizia riguardante l’atto d’accusa contro un ex primo ministro socialista. In effetti, José Luis Rodríguez Zapatero, primo ministro socialista da aprile 2004 a dicembre 2011, era stato da tempo accusato di essere a capo di una rete corrotta: «una struttura stabile e gerarchica di traffico d’influenze». Ma l’indagine esplosa il 18 maggio, in realtà risaliva al 2024 ed era stata tenuta segreta dal magistrato. All’epoca le autorità francesi e svizzere sospettarono che alcuni fondi per il salvataggio della compagnia aerea Plus Ultra (53 milioni concessi dal governo) fossero stati in realtà utilizzati per finanziare un sistema di riciclaggio di denaro venezuelano. Cioè, parte di quei fondi sarebbe stata utilizzata per riciclare denaro illecito proveniente dal Venezuela.

Le indagini hanno portato all’arresto di diverse persone e, durante le perquisizioni in aziende e abitazioni, sono emerse conversazioni che adesso supportano l’incriminazione di Zapatero. Così l’ex leader socialista è stato rinviato a giudizio e convocato il prossimo 2 giugno. Certo, il discredito del partito socialista è palese, e la cosa gioca a vantaggio degli avversari. Domenica il Partito socialista ha ottenuto il risultato peggiore della sua storia in Andalusia, una regione dove ha governato per ben 37 anni. E lunedì la stampa ha sbandierato ai quattro venti l’accusa contro Zapatero. Ecco perché viene ragionevolmente da chiedersi se in questa consecutio temporum informativa non si nasconda una certa manovra interessata.

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