Propositi che diventano vita

Cosa può aiutarci a far sì che i nostri propositi di cambiamento per il nuovo anno non rimangano tali? Alcuni consigli  
Foto di czu_czu_PL da Pixabay

I momenti che segnano un passaggio ci portano spesso a fare bilanci e ad interrogarci su cosa vorremmo cambiare per i giorni a venire. Così quando un anno finisce e ne inizia un altro i cosiddetti “buoni propositi” affollano la nostra mente.

Alcuni di essi possono riguardare il nostro benessere personale, ciò che vorremmo fare per prenderci maggiormente cura di noi stessi, dal punto di vista fisico o psicologico. Altri possono riguardare le relazioni, familiari, lavorative o amicali, e sono suscitati dal desiderio di modificare dinamiche o comportamenti che non ci rendono pienamente felici o soddisfatti.

Tante volte però queste riflessioni restano idee che viaggiano in superficie e non hanno la forza sufficiente per dar vita ad un cambiamento concreto. Ce lo dice la nostra esperienza, ricca di buoni propositi che per lungo tempo sono rimasti tali.

Questo può avvenire per diverse ragioni: ad esempio perché i passi che abbiamo scelto si rivelano più difficili del previsto o ci costano troppo tempo e fatica. Oppure perché, assorbiti dalla routine, dimentichiamo ciò che avevamo promesso a noi stessi o gli dedichiamo sempre meno attenzione, tanto da accantonarlo inconsapevolmente.

Perché cambiare è così difficile? Un cambiamento anche se piccolo richiede di abbandonare le nostre vecchie abitudini, cioè comportamenti divenuti per noi così “normali” ed automatici da essere messi in atto in modo spesso inconsapevole. Nel tempo, infatti, il nostro cervello apprende a rispondere in un certo modo a determinati stimoli e situazioni, senza dover ogni volta attivare un processo decisionale. Questo ci serve per risparmiare energie, soprattutto quando siamo in condizioni di stress o di sovraccarico dal punto di vista cognitivo ed emotivo. Dall’altro lato, però, può indurci a persistere in comportamenti che possono rivelarsi poco utili o funzionali al nostro benessere e alla nostra felicità nel lungo periodo.

Quando vogliamo introdurre un cambiamento nella nostra routine è come se chiedessimo a noi stessi di non percorrere più l’autostrada tanto comoda che abbiamo sempre percorso, ma di andare su un ripido sentiero di montagna. Introduciamo cioè un costo, un dispendio di energie per nulla trascurabile.

Questo vale sia per i propositi individuali, come andare a fare una corsetta o una passeggiata per mantenerci in forma, sia per quelli relazionali, come ad esempio gestire diversamente la rabbia nei confronti di un familiare o di un collega.

Cosa può aiutarci dunque a far sì che i nostri propositi di cambiamento non rimangano tali?

  • Concentriamo le nostre energie su uno o due cambiamenti per volta, evitando di fare una lunga lista. Cerchiamo di individuare un traguardo che richieda impegno e dedizione ma che al tempo stesso sia raggiungibile.
  • Anche quando si tratta di un piccolo cambiamento, chiediamoci perché esso è importante per noi, qual è il desiderio profondo che ci sta dietro, che senso ha nel nostro percorso di vita, e quali caratteristiche ci permetterà di sviluppare o di far crescere.
  • Sviluppiamo un piano d’azione e suddividiamolo in piccoli passi, fatti di gesti concreti e Poi focalizziamoci su un passo alla volta, come se fosse l’unico.  In questo modo potremo riconoscere ed apprezzare ogni piccolo traguardo raggiunto.
  • Fissiamo dei momenti di verifica, che ci consentano di monitorare il cambiamento e di fare gli aggiustamenti necessari. Se dovessimo accorgerci di essere bloccati, chiediamoci con onestà che cosa non sta funzionando… Stiamo impiegando poche energie, la nostra attenzione è assorbita da altre cose? Stiamo fuggendo da un’emozione difficile o dalla paura di sbagliare?
  • Se è possibile condividiamo con una persona a noi vicina il nostro desiderio di cambiamento in modo da avere un feedback esterno. Chiediamole di ricordarcelo con gentilezza, e di incoraggiarci nei momenti difficili.
  • Infine cerchiamo di dare valore ai nostri sforzi: intraprendere una strada nuova può essere molto difficile e ci mette in contatto con i nostri limiti e le nostre paure. Perdoniamo, quindi, noi stessi quando ci accorgiamo di essere ricaduti in un vecchio cliché, senza tuttavia arrenderci o deviare la rotta.

Cambiare vuol dire continuare a crescere, rimanere se stessi senza aver paura di percorrere strade nuove e inesplorate. Vuol dire scoprire parti di sé finora sconosciute, aprirsi alle emozioni che emergono, con sfumature diverse, a volte imprevedibili, alle relazioni che possono evolvere, rinnovarsi e rinnovarci.

Che questo inizio d’anno sia l’occasione non tanto per promettere a noi stessi o agli altri qualcosa di nuovo ma per incarnare fin da subito il cambiamento che vogliamo essere.

 

 

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