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Preti, storie di uomini

Quando vanno in tv sono barricaderi o tuttologi, in odore di santità o prossimi alla dannazione. Raramente sono normali. Persone comuni come tutti noi. Nei reality e nei talkshow, nelle fiction come nei tg, il sacerdote da piccolo schermo è per lo più eccentrico, unico, irripetibile, eccezionale. E nella rincorsa dello straordinario sotto la tonaca, la tv si dimentica spesso di raccontare il prete quotidiano, quello che vive la sua vocazione in pienezza, felice, lontano dalla luce dei riflettori, distante dai flash dei fotografi, ignorato dai taccuini dei cronisti, dimenticato dalle pagine dei tabloid. Eppure, di sacerdoti così, in giro per l’Europa ce ne sono tanti e con tante cose interessanti da raccontare. Con storie a volte drammatiche a volte bizzarre che ti avvincono più delle chiacchiere dei famosi dell’isola. Certo per portarli in video, bisogna mettersi alla caccia. Stanarli dall’anonimato in cui li ricacciano i media. Poi però viene il bello. Lo si capisce guardando il lavoro che hanno fatto Maria Amata Calò, Carmela Radatti assieme ad una squadra di ottimi registi. Dopo un lungo lavoro di ricerca e selezione ne hanno individuati una ventina. Sono loro i protagonisti di Preti, storie di uomini, una serie di venti puntate prodotte da Grundy Italia e che vanno in onda su Nessuno tv, al canale 890 di Sky, ogni venerdì alle 21, in prima serata. Già questo dovrebbe farci correre sul satellite, a caccia di buone cose all’ora del prime time. Le singole puntate, monografiche, non hanno fretta di confrontarsi con un competitor, non soffrono di ansia da share, e così assecondano i tempi della vita, delle relazioni fra gli uomini. Per conoscere una persona bisogna dargli il tempo di esprimersi, di ricordare, di mettere insieme fatti e circostanze della propria vita, di ridere e di piangere. E ogni storia viene raccontata così: dalla sola voce del protagonista, accompagnato dalle immagini della sua quotidiana esistenza. Vengono fuori passioni e sogni, difficoltà e gioie, debolezze e aspirazioni. Anche in questa serie ci sono sacerdoti fuori dalla norma, impegnati contro mafia, droga e usura, che vivono in carcere o svolgono la loro missione su una nave, che dividono la loro casa con altri preti o si dedicano da anni ai giochi di prestigio. Il racconto è però sempre garbato, sereno, non frenetico, attento a cogliere le curiosità del personaggio ma anche i movimenti interiori della persona. Senza contare che ad ospitare il programma è un canale come Nessuno tv molto vicino, per sensibilità, ad aree culturali rispettose ma anche talvolta distanti dal Vaticano. Con il suo stile asciutto Preti offre così anche ad un pubblico laico, uno spaccato inedito, molto interessante della chiesa, non solo istituzione, ma anche vita vissuta.

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