Cantone: Le mafie corrompono soprattutto al Centro-Nord

Pubblichiamo uno stralcio dell'intervista al presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione sulle modalità della ricostruzione del ponte Morandi (che avverrà in deroga al codice dei contratti), sulla nomina dell'ex procuratore Michele Di Lecce a responsabile anticorruzione e sulla scelta delle organizzazioni criminali di corrompere e non più (solo) di intimidire i funzionari pubblici, soprattutto al Centro-Nord. Approfondimenti sul numero di gennaio 2019 della rivista Città Nuova.

«La corruzione, nell’ambito delle realtà territoriali in cui la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta hanno operato, è sempre stata uno strumento usato dalla criminalità. Qual è la novità? È soprattutto l’utilizzo dei sistemi corruttivi da parte delle mafie nei luoghi esterni rispetto alle organizzazioni in cui operano. Oggi le mafie sono portate, soprattutto al Centro-Nord, ad utilizzare la corruzione più che l’intimidazione come strumento per intervenire nelle attività economiche e politiche, perché in quei luoghi la corruzione fa molto meno rumore…». Lo afferma Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, che in un’ampia intervista parla dell’attuale stato della corruzione nel nostro Paese, degli strumenti per contrastarla, dell’importanza della prevenzione e della trasparenza, del disegno di legge “spazza-corrotti”, di ciò che ogni cittadino può fare nel suo piccolo e del grande impegno profuso, in questo campo, da papa Francesco. Un approfondimento sarà pubblicato sul numero di gennaio 2019 della rivista Città Nuova.

Cantone parla anche dei lavori per la demolizione e la ricostruzione del viadotto Polcevera. «Purtroppo, per Genova, il codice dei contratti non servirà praticamente a nulla. Il ponte sarà costruito in deroga assoluta a tutte le norme del codice dei contratti». Questo perché dopo il crollo del viadotto si è voluta trovare la procedura più rapida possibile. Tale decisione, però, è anche «la sconfitta di un codice», nel senso – aggiunge Cantone – che quando si cominciano a fare delle deroghe, e quella per il ponte di Genova non è la prima che viene fatta, si avvia «un meccanismo di delegittimazione dello strumento ordinario».

 

In questo breve estratto video dell’intervista, il presidente Cantone spiega tra l’altro che, nel caso della ricostruzione del viadotto Polcevera, la delegittimazione del codice dei contratti è arrivata a far sì che il commissario (il sindaco Marco Bucci, ndr) possa «agire in deroga a tutto. Il segnale non è incoraggiante, perché se si crea il precedente di consentire – per una certa operazione – la deroga, il rischio vero è che ogni opera importante richiederà una deroga per poter lavorare».

Cantone plaude, però, alla decisione del commissario di nominare l’ex procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce, responsabile per l’anticorruzione dei lavori di demolizione e ricostruzione del ponte. Il magistrato terrà anche i rapporti con l’autorità giudiziaria, il prefetto e l’Anac. «Michele Di Lecce – commenta Cantone – farà da interfaccia con noi per le questioni che riguarderanno gli appalti del ponte di Genova, per il quale ci è stato chiesto comunque di collaborare alla vigilanza». Questo «perché il commissario, pur agendo in deroga, ha stabilito che alcune regole intende applicarle e su quelle regole noi svolgeremo il nostro controllo. Interpreto molto positivamente la volontà del commissario di aver scelto una persona di indiscutibile valore etico e anche di grande competenza giuridica» e«di aver voluto questa vigilanza collaborativa e, in qualche modo, di essersi voluto sottoporre ai meccanismi di controllo».

 

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