Perché metter su famiglia?

Il contributo specifico alla società. Le pagine più belle di Giordani.  
Famiglia
Dove va la famiglia? A prestar fede alle voci dei media, diremmo verso la sua deflagrazione. Più divorzi, più separazioni, ovunque in aumento i single. E poi, i gender che cambiano, i padri sempre meno autorevoli, le madri in carriera. Provate però a chiedere ai ragazzi italiani di approntare una scala dei loro cinque primi valori: tra essi c’è sempre la famiglia. Magari, diranno, dopo essersi realizzati nel lavoro. Ma con la crisi in atto, questa dichiarazione è anche indice di buon senso.

 

Il vero problema nasce invece dalla consapevolezza di quanto possa essere difficile oggi metter su famiglia. E non solo a causa della crisi socio-economica, ma perché avvertiamo meglio di un tempo quanto possa costare l’amore, che – incredibile a dirsi – continuiamo a pensare con la maiuscola. In un certo senso la famiglia oggi si sta ripensando e così facendo pone al centro della sua riflessione le relazioni, che ne costituiscono la sostanza. Queste, pena e delizia dell’amore, sono il suo contributo specifico alla società, un apporto che va chiaramente in controtendenza rispetto alle rivendicazioni dell’individuo irrelato e solo della nostra epoca.

 

Igino Giordani, parlamentare, scrittore, storico della Chiesa e padre di quattro figli, ha sempre sentito la famiglia come una realtà umana di primaria importanza, tanto a livello sociale quanto teologico. «Non esiste che un amore, e questo amore unico, tanto nella verginità quanto nel matrimonio, dev’essere realizzato alla perfezione». Nelle pagine del libro Gli sposi e la famiglia in Igino Giordani, opportunamente pubblicato da Città Nuova, Colomba In Hye Kim analizza i tanti modi in cui Giordani declina l’idea a lui cara, e frutto della sua esperienza, che non c’è «centrale di santificazione maggiore della famiglia». Compito di essa è, infatti, non solo quello di generare fisicamente, ma anche di trasferire sul piano dell’esistenza terrena i valori dell’esistenza divina. Un saggio che consente di leggere le pagine più belle di Giordani sulla famiglia, inserendole in un contesto dottrinario al cui interno emerge con sorprendente attualità il valore che quelle parole e quella testimonianza assumono per gli sposi cristiani di oggi.

 

Giordani c’è

 

Il punto sulla causa di canonizzazione. Intervista al postulatore, il teologo e magistrato Silvestre Marquez

 

A che punto siamo?

«La causa di canonizzazione di Igino Giordani sta procedendo spedita, considerando la mole di lavoro che essa implica. La vita di Giordani è complessa, se si pensa che ha avuto numerosi risvolti (marito e sposo, intellettuale e giornalista, parlamentare e scrittore, uomo di Chiesa e, come Chiara Lubich aveva detto, cofondatore del Movimento dei focolari). Esaminare una personalità di questo tipo è impegnativo, ma sono già stati effettuati i passi preliminari necessari per verificare e approfondire il grado eroico con cui ha vissuto le virtù evangeliche».

 

Cioè?

«Tutti i materiali che sono stati raccolti secondo le norme, durante l’inchiesta della diocesi di Frascati, sono stati ora ordinati secondo le esigenze della Santa Sede, e questo ha richiesto un surplus di lavoro che la postulazione ha condotto, avvalendosi dell’aiuto del Centro Igino Giordani, che ne era già stato coinvolto durante la fase diocesana. Adesso è tutto ben confezionato e rilegato, e a breve la Congregazione si esprimerà in merito alla vendita giuridica degli atti. Dopo, un relatore della Congregazione, insieme al postulatore, approfondiranno la vita di Foco in vista della stesura della cosiddetta Positio».

 

Secondo lei cosa direbbe oggi al mondo?

«Credo che Giordani continuerebbe a indicare la strada che non ha mai smesso di insegnarci, cioè quella dell’unità. E probabilmente lo farebbe chiedendo a tutti di guardare soprattutto a Chiara Lubich, che lui stimava e amava oltre ogni dire. Questa sua umiltà è un segno visibile della sua statura cristiana. Vorrei aggiungere, però, che Giordani non sta con le mani in mano, visto che sono numerose le segnalazioni di grazie che Dio ha concesso a quanti hanno domandato l’intercessione sua. I casi più frequenti riguardano l’ambito familiare: il desiderio per l’arrivo di un figlio, la ricostruzione dell’unità in famiglia, la salute dei bambini. D’altronde, l’amore di Giordani per la famiglia è un tratto vivo e visibile della sua profonda spiritualità».

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