Palermo in preghiera per Paul

Una veglia, con tanti uomini, donne, associazioni, autorità civili e religiose, per il ghanese a rischio espulsione

 

 

di Francesco Mazzarella e Riccardo Rossi

 

Il missionario laico Biagio Conte da anni ha intrapreso una battaglia a favore dell’accoglienza e dell’amore ai fratelli ultimi. In questi ultimi mesi, con un percorso partito dal digiuno di penitenza e preghiera, chiedeva a Dio di far rimanere in Italia Paul, ghanese che da 10 anni vive e collabora nella “missione speranza e carità” come idraulico. È un uomo-fratello che ha intrapreso un cammino spirituale talmente profondo da fargli vivere anche questo momento difficile, in cui rischia l’espulsione, con una disarmante fiducia in Dio ed un grande sorriso.

Da questa spinta di amore dimostrato da Biagio con i suoi 16 giorni di digiuno, nasce l’esigenza-voglia-dovere di dare un segnale forte anche come società civile e religiosa. Proprio allora, Riccardo Rossi, il comunicatore sociale della missione e di fratello Biagio, mi parla dell’idea di una veglia di preghiera dal 3 all’11 giugno, giorno in cui il Tar si pronuncerà sull’espulsione.

Inizia così la condivisione del progetto, vengono coinvolte istituzioni laiche e religiose, congregazioni, comunità, albi professionali. Non è stato semplice far capire che nessuno sarebbe emerso se non il bene comune, quello capace di andare contro gli interessi personali e faziosi, certi che solo insieme si cambiano le cose, solo creando un insieme di cuori si riescono a trasformare leggi ingiuste e disumane.

Ci siamo fidati, rischiando possibili beffeggi, scherni e perdite di credibilità, ha sono arrivati i frutti. La prima risposta, quasi immediata, arriva dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ci fa sapere che sarebbe venuto insieme al presidente della chiesa evangelica della Germania Bishop Heinrich Bedford Strohm, in visita a Palermo. Di seguito arriva la conferma del vescovo Lorefice di Palermo, poi della consulta della pace del comune, la consulta della congregazioni laicali, Adduma avvocati dei diritti umani, Alleanza Dovers in misericordia di RCC, Associazione famiglie e solidarietà onlus, Assostampa Sicilia, Consulta della pace, Consulta aggregazioni laicali della diocesi, Comunità Exodos, Comunità islamica di Bangladesh, Missione speranza e carità, Moschea, Ordine dei giornalisti Sicilia, Federazione islamica di Sicilia, Ucsi Sicilia. Tutti insieme per il bene comune

Alle 18,00 presso la cappella della missione speranza e carità di via Archirafi 31 si svolge non tanto una veglia di preghiera, quanto l’incontro di uomini capaci di mettere il bene comune in primo piano, senza timore di mostrare la propria faccia e il proprio cuore contro un “sistema” disumano e lontano dalla cultura italiana. Ancor più, lontano dalla cultura di una città, Panormus, che già nel suo nome greco, tutto porto, racchiude il senso stesso dell’ospitalità e dell’accoglienza. Non resta che affidarci a qualsiasi cosa ci renda esseri umani, affinché anche i giudici del Tar accolgano nei loro cuori la forza del bene comune, sicuri che la politica dovrà essere molto più attenta a far risaltare il bene di ogni singola persona, specie le più fragili. Noi continuiamo a metterci faccia e cuore, nella certezza, data anche dalla fede, che il bene comune INSIEME è possibile.

Particolarmente coinvolti il vescovo Bishop Heinrich Bedford Strohm, che tiene a condividere con i presenti il supporto e la preghiera dei 21 mila tedeschi evangelici, allargando così le braccia del bene comune a un’Europa sempre più consapevole del proprio ruolo. Puntando l’attenzione proprio al «dover continuare a percorrere vie di accoglienza e non di esclusione». Così il sindaco Leoluca Orlando, riprendendo temi a lui cari: «Non dobbiamo temere di essere mediterranei, in un continente di acque che unisce, non un mare che divide. Occorre riconoscere la mobilità di tutti e di ciascuno come un diritto umano inalienabile».

La veglia perseguirà sino all’11 giugno, tutti i giorni dalle 18 alle 24. Chiunque può essere partecipe del cambiamento e dell’abbraccio di Dio al fratello.

 

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