Padova, Loppiano, Barbiana, per una scuola di cittadinanza

Un viaggio nello spazio e nel tempo, fra culture e saperi, è quello realizzato da 50 giovani di 10 nazionalità della Scuola di Formazione interculturale alla cittadinanza di Padova
Ansa

 

A Padova è in corso un progetto di formazione alla cittadinanza che è frutto di una rete di attori presenti sul territorio: Movimento politico per l’unità, Associazione marocchina, i Ponti Onlus e Centro Servizio Volontariato. Un percorso originale che riceve il sostegno di vari comuni della cintura urbana.

Accanto alle lezioni teoriche la scuola prevede visite in luoghi significativi per la cittadinanza. La scelta di Loppiano e Barbiana mostra un fil rouge fra due realtà che presentano progetti formativi innovativi, ispirati dai due profili carismatici di Chiara Lubich e don Lorenzo Milani.

A Loppiano l’incontro avviene all’Università Sophia, ultimo tassello, in ordine di tempo, di una città che fin dagli anni ’60 è stata un laboratorio inter-culturale. Qui una rappresentanza di professori e studenti presenta programmi ed esperienze del giovane ateneo che ha come orizzonte il mondo e come bussola di orientamento la Sapienza, offrendo un ambiente ricco di stimoli e opportunità: Sophia si presenta come una comunità di formazione, studio e ricerca in cui la relazione tra le persone dà il timbro alla relazione tra le discipline.

Un assaggio dell’esperienza a tutto tondo (4 continenti, 50 Paesi, 30 lingue) viene in luce dalla vita narrata dagli studenti. Ana Paola del Brasile racconta come ha affrontato nella convivenza al campus la diversità di pensiero politico con una connazionale, scoprendone il valore in un momento così difficile per la storia del suo Paese.

Prisca del Madagascar condivide la maturazione della sua decisione di impegnarsi in prima persona per cambiare la situazione della sua Nazione, a partire da un atteggiamento attivo e partecipativo nell’esperienza a Sophia. Antun, della Croazia, trasmette la sua grande passione per lo studio come fattore di cambiamento e miglioramento della vita sociale e ambientale.

La tappa in Valdarno prosegue al Polo Industriale Lionello Bonfanti con le visite della mostra SCIC, sull’economia civile e di comunione, e del Poliambulatorio Risana che cerca di applicarne i principi.

Il pomeriggio vede i viaggiatori inoltrarsi nei boschi del Mugello.

Non si può comprendere pienamente il pensiero di don Lorenzo Milani senza una visita a Barbiana: occorre salire a piedi la stradina irta accompagnata da capitelli raffiguranti i principali articoli della Costituzione, respirare l’aria di questo paesino di 124 abitanti, entrare nella stanza didattica con le sedie e i tavoli di allora, lasciarsi avvolgere da quella autenticità e povertà di adesso come allora, vedere gli strumenti nel laboratorio della scuola perché il suo motto era: “Si impara tutti insieme e poi si applica ”.

Dalla “cattedra del niente” di un maestro, anche dietro le sbarre del silenzio, nascono nuovi allievi, se oggi arrivano in questo paesino più di 40.000 persone l’anno. Milani aveva scelto gli ultimi tenendo sempre insieme due libri: il Vangelo e la Costituzione.

Nell’aula di Barbiana risuonano le parole di don Lorenzo: «Politica significa accorgersi che i problemi degli altri sono uguali ai tuoi e darsi da fare per risolverli insieme». Ma anche «Meglio sporcarsi le mani che tenersele in tasca». Un monito non solo per i politici ma per tutti coloro che vogliono essere cittadini attivi.

Su una parete campeggia la frase più nota del priore di Barbiana: “I Care”, me ne importa, mi sta a cuore, che è il contrario esatto del motto fascista “ me ne frego”.

Ci interroga senza lasciarci scampo come giovani, adulti, genitori, educatori e amministratori.  Parole che rappresentano un monumento all’impegno civile e politico e un invito ad approfondire la conoscenza di questo testimone scomodo, il cui pensiero è profondamente attuale nel rimettere al centro il valore della persona, il primato della coscienza e della responsabilità.

Dall’università Sophia di Loppiano ai banchi di scuola di Barbiana. Una grande passione per il sapere con un denominatore comune: il valore della cultura, il confronto, le relazioni, l’interdisciplinarietà.

 

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