Nuoto, ottimo inizio per l’Italia ai Mondiali paralimpici

La spedizione azzurra in Messico comincia nel migliore dei modi, con gli azzurri che hanno conquistato ben 8 medaglie nella giornata inaugurale. A salire sul gradino più alto del podio Antonio Fantin (400 sl), Carlotta Gilli (100 dorso) e Giulia Ghiretti (100 farfalla).

Il presidente del Comitato paralimpico italiano Luca Pancalli, dopo gli ottimi risultati dei Mondiali di Scherma di Roma, ha nuovi motivi per gioire. La spedizione azzurra, infatti, ha iniziato nel migliore dei modi anche l’avventura dei Campionati mondiali paralimpici di nuoto che si disputeranno a Città del Messico fino al prossimo 7 dicembre. La giornata inaugurale è stata caratterizzata da una vera e propria valanga di medaglie azzurre, con gli atleti italiani che sono saliti sul podio già in 8 occasioni. «Se questo è il buongiorno – ha commentato a caldo Pancalli – in Messico ne vedremo delle belle. Infinite congratulazioni a questi nostri campioni!».

Che il giorno del debutto potesse essere favorevole agli azzurri lo si era capito sin dall’inizio: nella gara dei 100 metri dorso, infatti, Federico Morlacchi e Simone Barlaam (classe 2000) hanno chiuso rispettivamente al secondo e al terzo posto alle spalle del favorito francese Ugo Didier. La prima medaglia d’oro è giunta grazie ad Antonio Fantin: il 16enne di Bibione, dell’ASPEA Padova, è riuscito a imporsi nei 400 stile libero categoria S6 col tempo di 5’09’’59, stabilendo anche il nuovo record italiano di categoria. Fantin ha stupito tutti con una grande gestione della gara che, grazie a una vigorosa progressione finale, gli ha permesso di superare il campione paralimpico in carica Francesco Bocciardo per una favolosa doppietta azzurra sul podio.

La seconda gioia iridata è giunta da Carlotta Gilli nei 100 dorso femminili, categoria S13: la 16enne di Moncalieri, che gareggia per le Fiamme Oro e la Rari Nantes Torino, si è imposta sulle americane Gia Pergolini e Collen Young con il tempo finale di 1’08’’01, superando in volata la prima delle due atlete a stelle e strisce. «In questa gara ho combattuto dall’inizio alla fine – ha dichiarato la Gilli dopo il trionfo –, perché l’americana era partita meglio di me e non mollava. Ho cercato di superarla in tutti i modi e, alla fine, sono riuscita a toccare la piastra prima di lei».

La terza gioia iridata è quella di Giulia Ghiretti, 23 anni di Parma che gareggia per le Fiamme Oro e la Ego Nuoto: in una tiratissima finale dei 100 rana femminili, l’atleta emiliana si è imposta in 1’54’’65 sulla norvegese Sarah Louise Rung, poi squalificata per nuotata irregolare.

Le altre medaglie del primo giorno portano la firma di Alessia Scortechini (20 anni, Canottieri Aniene), brava a cogliere la medaglia d’argento nel debutto iridato sui 50 stile libero a soli 14 centesimi dalla campionessa olimpica Yi Chen. Sul secondo gradino del podio anche la staffetta 4X100 stile libero, composta da Federico Morlacchi, Francesco Bocciardo, Simone Barlaam e Antonio Fantin: a vincere la gara è stato il Brasile, ma gli atleti azzurri hanno raggiunto un grande risultato, arrivando davanti ad Argentina e Stati Uniti. Non meno luccicante, infine, il bronzo di Simone Barlaam: il varesino, 17 anni, ha coronato il suo esordio al Mondiale con un terzo posto nei 100 dorso categoria S9, stabilendo con 1’07’’50 il nuovo record italiano.

Ieri a Bibione, la cittadina veneta in cui è nato e cresciuto Antonio Fantin, il parroco ha fatto suonare le campane a festa. Il ragazzo, primo oro della spedizione azzurra ai Mondiali in Messico, è un esempio di come la disabilità non debba né possa essere considerata invalidante se si vuole praticare un’attività sportiva. In una intervista di un paio di anni fa al sito swimbiz.it, infatti, il giovane iridato aveva dichiarato: «Lo sport ti permette di dimostrare chi sei a te stesso e agli altri, anche se non hai gambe o braccia, puoi dare il massimo e ottenere risultati. Tutti abbiamo pari dignità, tutti abbiamo la possibilità di fare tutto. La disabilità non deve essere una barriera, ma una opportunità per fare ancor di più rispetto ai normodotati».

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