Noi non vendiamo il paesaggio

Pagare più tasse per non consumare suolo. La scelta di un paese.
Cassinetta di Lugano
A meno di trenta chilometri da Milano si trova il Comune di Cassinetta di Lugagnano, piccolo comune con una cintura agricola praticamente intatta, immerso nel Parco del Ticino, che da qualche anno si è distinto per una scelta controcorrente: è a “crescita zero”. No, non stiamo parlando del numero di figli, ma della scelta di un modello di sviluppo che non prevede consumo di suolo: il Piano regolatore, infatti, privilegia il recupero dell’esistente su ogni nuova espansione ed edificazione, puntando a mantenere intatto il proprio territorio agricolo. Una decisione che il giovane sindaco Domenico Finiguerra ha voluto condividere con i concittadini. Chiamati a raccolta, i 1800 abitanti del paese sono stati messi di fronte a una scelta radicale: più case che consumano suolo o tasse più alte per pagare i servizi? Il dilemma oggi investe tutte le amministrazioni italiane.

 

La riduzione dei trasferimenti statali, la cancellazione dell’Ici sulla prima casa, l’aumento delle responsabilità a carico degli enti locali hanno reso talvolta drammatico il reperimento delle risorse economiche per erogare i servizi di base: scuole, assistenza agli anziani, pulizia delle strade, e così via. Cedere pezzi del proprio territorio per ottenere gli oneri di urbanizzazione che servono a coprire parte delle spese correnti appare una scelta obbligata.

La nuova urbanizzazione investe soprattutto i comuni più piccoli, sotto i 15 mila abitanti, e cresce a mano a mano che ci si allontana dal centro delle grandi città. Infatti, è proprio nei piccoli comuni che sono più forti le pressioni edilizie (e politiche) dei costruttori locali; è qui che il settore edilizio ha assunto un ruolo crescente nella pulizia del denaro che viene dall’economia illegale.

Anche per questo la decisione dei cittadini di Cassinetta è fuori dal comune. Scegliendo di non consumare suolo e di pagare più tasse locali, essi si sono sottratti al ricatto di dovere necessariamente “fare cassa” vendendo il proprio paesaggio.

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