Il regista Travis Knight riporta in vita sullo schermo il leggendario franchise dei decenni scorsi in una grande avventura epica e fantastica.
Lo sappiamo, si tratta del principe Adam che da piccolo è stato catapultato sulla Terra per salvarsi dopo che il cattivissimo Skeletor ha invaso il regno di suo padre, imprigionandolo. Il regno del male trionfa e intanto qui in terra Adam è un giovane ingenuo fin troppo che lavora in un ambiente di Risorse umane e passa il tempo a cercare la Spada del Potere che lo riporterebbe in patria. Ovviamente nessuno gli crede anche perché è un pasticcione, il tipico ragazzotto americano educato che vuole dialogare con tutti.
Riuscirà a tornare in patria dove lo attende la sfida con gli abitanti perseguitati che faticano a riconoscere in lui il principe, ritrova i vecchi amici, soprattutto la bella Teela con cui potrebbe avere una love story, ma non si sa mai.
L’epos porta alla lotta fra buoni e cattivi, umani e mostri e l’inevitabile duello finale con il perfido Skeletor che immaginiamo come andrà a finire.
L’interessante, per chi non lo sapesse, è che Adam, quando ha la spada e ci crede, si trasforma nel suo vero essere cioè He-Man, l’uomo più potente dell’universo.
Il racconto fa del giocattolo mitologico un giovane impacciato, che fatica a credere nel suo destino – come tanti giovani d’oggi? ‒, che cerca di dialogare con il nemico ed è però costretto a usare la forza.
Ormai siamo abituati, l’America ha sempre un suo nuovo messia salvatore buono che lotta contro il male, magari venendo da un altro pianeta e crescendo in incognito in Terra, da film come Superman e L’Uomo d’acciaio alla serie Smallville, eccetera. Un messia che salverà l’universo punendo i cattivi, un giustiziere cordiale e deciso, atletico quanto basta come qui il biondo Nicholas Galitzine che lotta contro il maligno, che è poi Jared Leto, mentre la bella e tosta è Camila Mendes, la quale è più virile dell’eroe prima che lui prenda la spada. Omaggio alla contemporaneità dei generi…
Ricchissimo di effetti speciali, duelli, corse nello spazio, animali parlanti e mille diavolerie spettacolari, musiche incalzanti come il ritmo – oltre due ore ma non stanca –, il filmone in sé è un po’ infantile (infatti in sala i ragazzini ridono), ma ha la furberia di prendersi in giro, specie Adam il pasticcione che diventa eroe, a patto che ci creda. Bello per gli occhi, adrenalinico al punto giusto e distensivo perché la fantasia non guasta mai.
Con una osservazione: l’America non sforna solo blockbuster spettacolari, ma anche film che ne mostrano volti ben diversi come Rebuilding, di cui parleremo prossimamente.
