L’ontologia primalitaria nella Metaphysica di Tommaso Campanella

Nel complesso della sterminata produzione di Tommaso Campanella (1568-1639), la Metaphysica, pubblicata a Parigi nel 1638, assume un interesse particolarmente rilevante. Il filosofo calabrese si sforza di aprire all'interno della struttura stessa del reale uno spazio metafisico irriducibile e infinito. L'indagine sui principi primi dell'essere, infatti, si sostanzia di un duplice movimento, logico e ontologico, che coincide con i due piani della realtà; si parte dalla certificazione di una sensata concretezza del mondo
fisico e umano, per radicare in essa la trascendenza ultima dell'essere. La celebre dottrina campanelliana delle tre primalità, Potenza, Sapienza, Amore, trinitariamente ispirata, traccia linee portanti di una struttura del reale che risulta essere unitaria e al tempo stesso aperta alla pluralità dialettica.

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