L’oggi del diritto: tramonto o “nuovi” albori?

La crisi profonda del diritto fino all’estremo limite del «nichilismo giuridico» chiede oggi di allargare la riflessione oltre l’apparente spegnersi di ogni luce all’orizzonte. Muovendo così dalla fondamentale considerazione di un diritto per l’uomo, se ne ripercorre la dimensione relazionale per rileggere il "rapporto giuridico" come rapporto "ad alterum". In questa prospettiva, la relazione sottolinea e accorda contenuto al diritto, non già nella dimensione delimitante ed escludente, ma "aperta", riflesso di una vita comune, i cui albori appaiono là dove diventa possibile ricomporre la "comunione" tra gli uomini. Un diritto che non solo separa, ma accomuna, per assumere "contenuto" da quella "fraternità universale" cui tendere, se " come afferma anche il Preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo" siamo membri della «famiglia umana».
La crisi profonda del diritto fino all'estremo limite del «nichilismo giuridico» chiede oggi di allargare la riflessione oltre l'apparente spegnersi di ogni luce all'orizzonte. Muovendo così dalla fondamentale considerazione di un diritto per l'uomo, se ne ripercorre la dimensione relazionale per rileggere il "rapporto giuridico" come rapporto "ad alterum". In questa prospettiva, la relazione sottolinea e accorda contenuto al diritto, non già nella dimensione delimitante ed escludente, ma "aperta", riflesso di una vita comune, i cui albori appaiono là dove diventa possibile ricomporre la "comunione" tra gli uomini. Un diritto che non solo separa, ma accomuna, per assumere "contenuto" da quella "fraternità universale" cui tendere, se " come afferma anche il Preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo" siamo membri della «famiglia umana».

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