Le botteghe storiche di Roma: un patrimonio culturale

Si avvicina il Natale e le botteghe storiche si danno da fare per soddisfare la domanda di prodotti di qualità, anche in un momento così difficile per l'economia del nostro Paese. L'intervista a Giulio Anticoli, presidente dell'Associazione botteghe storiche di Roma

Roma è una città d’arte che, nei secoli, ha visto una grande fioritura di arti e mestieri. Camminando tra le vie della capitale si possono incontrare molte botteghe artigiane e storiche, mentre le strade del centro conservano il nome degli antichi mestieri che lì si esercitavano: via dei Coronari (dove gli artigiani facevano le corone del rosario), via dei Funari (dove corde e funi venivano torte a mano), via dei Balestrari (che deve il suo nome ai fabbricanti e venditori di balestre) e così via. Un patrimonio da riscoprire e valorizzare. Abbiamo intervistato Giulio Anticoli, Presidente dell’Associazione Botteghe Storiche di Roma.

Si avvicina il Natale. Quali sono le botteghe storiche e i luoghi caratteristici che consiglia di visitare?
Di botteghe rappresentative a Roma ce ne sono tantissime che esprimono bellezza, gusto e piacere, dall’Antica cioccolateria S.A.I.D dove all’interno si possono trovare ancora le macine del cacao dei primi del ‘900, all’Antica stamperia Trevi antecedente all’unità d’Italia dove si può venire a conoscenza della scienza che si nasconde dietro un semplice biglietto da visita (usato un tempo dai signori per presentare i loro servitori presso le case nobiliari), all’antica cappelleria di via degli Scipioni dove al suo interno conserva ancora il forno per forgiare le forme. Si può continuare il giro proseguendo su via del Tritone nell’Antica camiceria Bazzocchi fondata nel 1907 con stigliature ancora originali, per finire il primo piccolo tour al ristorante Da Pancrazio in Piazza Campo dei Fiori dove si possono mangiare ottimi piatti della tradizione da gustare tra i resti del Teatro di Pompeo. All’interno del locale, si possono scoprire inoltre dei sottopassi romani, che percorrono il sottosuolo di via dei Giubbonari.

Giulio Anticoli, Presidente dell’Associazione Botteghe Storiche di Roma

Quali sono le botteghe artigiane più antiche a Roma?
Tra le botteghe più antiche della capitale ci sono senz’altro l’Antica Stamperia Trevi 1780, il biscottificio Boccione a Portico d’Ottavia, di cui la data di fondazione si perde nella notte dei tempi o il ristorante La Campana che nasce come antico bivacco fondato nel 1518 per ristorare i forestieri che giungevano a Roma, frequentato, in tempi più remoti, da tanti personaggi famosi come Johann Wolfgang von Goethe e Federico Fellini.

In questo momento storico, con l’emergenza sanitaria in corso, quali sono le maggiori difficoltà che incontrano gli esercenti delle botteghe di Roma?
Le Botteghe storiche maggiormente sofferenti in questo momento sono quelle strettamente legate ai flussi turistici, a partire dal mondo del lusso, con i voli provenienti dall’America ancora totalmente bloccati, per finire all’economia meno ricca del turismo religioso fortemente frenato dal contingentamento dei flussi. Meno penalizzate risultano invece le botteghe più di servizio come tappezzerie, falegnamerie, restauro ecc. che, lavorando con una utenza locale, raccolgono in parte i benefici derivanti dalla costrizione – imposta dalle restrizioni lockdown – a vivere di più le case, che ha indotto molti di noi a migliorarle.

Quali iniziative stanno mettendo in campo Stato e comune di Roma per sostenere queste attività?
Il Comune di Roma sta mettendo in campo iniziative per la promozione delle botteghe storiche sul proprio sito istituzionale portando a conoscenza dei romani e non, la storia e gli ambienti di quelle attività che hanno reso e che rendono unica la nostra città. Da parte del governo nessuna iniziativa mirata.

Quali proposte concrete si potrebbero fare valorizzare questo patrimonio storico?
Nel patrimonio universale dell’Unesco, rientrano i beni culturali ed immateriali, e quindi le Botteghe Storiche, da conservare come un bene monumentale. Partendo da questo concetto la tutela della Bottega Storica e della cultura artigianale in essa racchiusa rappresentata dal maestro artigiano, andrebbe protetta con le stesse risorse ed energia con le quali vengono tutelati i monumenti della capitale. Una bottega storica che chiude è una ferita insanabile per la città e per la cultura del nostro paese, un bagaglio di conoscenze antiche che non verranno mai tramandate ai posteri.

In che modo le botteghe storiche possono essere una risorsa per il turismo?
Di idee ne avrei tante, ma le renderò pubbliche quando diventerò assessore alle attività produttive del comune di Roma. – Ci dice sorridendo.

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