Lasciare pulito, non siamo a Napoli?

Biglietti affissi ai cassonetti dei rifiuti della città friulana hanno suscitato critiche e polemiche da un lato all'altro della Penisola. Al di là della provocazione - è stato un gesto isolato, condannato dal sindaco pordenonese -, una riflessione su come è facile cadere in pregiudizi e vecchi stereotipi.

È stato il tormentone da social del rientro dalle vacanze natalizie in quel di Pordenone (e di Napoli, come vedremo più avanti): il cartello che mano ignota ha affisso ai cassonetti di un quartiere residenziale della città martedì 8 gennaio, con la scritta “Lasciare pulito. Non siamo a Napoli!” (con tanto di sottolineatura del nome del capoluogo campano). Pochi minuti sono bastati perché il fatto diventasse virale, diffondendosi via foto e video sui social, dato anche il buon numero di cittadini originari di Napoli residenti in riva al Noncello. Dai gruppi Facebook, come “Sei di Pordenone se…vuoi discutere di Pordenone”, il caso è poi rimbalzato anche su siti di informazione partenopei prima, e friulani poi.

Unanime l’indignazione scattata, naturalmente, alle pendici del Vesuvio: i commenti e le condivisioni si sono contate a migliaia nel giro di poche ore. E poche ore sono bastate ai napoletani anche per rispondere a tono: sono infatti comparsi cartelli che dicevano “Noi per stare puliti non abbiamo bisogno di mettere l’avviso. Non siamo a Pordenone”. Del resto, hanno ragionato, se quel cartello era comparso significa che Pordenone poi tanto linda non è.

napoli-col-vesuvio-e-il-monte-somma-imbiancati-foto-ansaNonostante tra i pordenonesi non siano mancati i “leoni da tastiera” che hanno dato manforte all’ignoto autore del primo cartello, definendo la città sul Noncello “pulita e civile” a differenza di Napoli, molti di più sono stati quelli che hanno fatto notare come quell’immaginario collettivo che mette insieme pizza, mandolino e monnezza sia niente di più che un pregiudizio: la città, hanno affermato molti di coloro che vi erano rientrati per le feste, ha fatto notevoli passi avanti in quanto a pulizia, ed è stata molto visitata ed apprezzata dai turisti. Cosa confermata anche da alcune testimonianze raccolte da Città Nuova.

Non è mancato chi ha ironizzato invece sulla situazione di Roma, quella sì alle prese con seri problemi in quanto a nettezza urbana; come chi ha osservato che Pordenone, che supera di poco i 50 mila abitanti, non è nemmeno lontanamente paragonabile ad una grande città a livello di gestione dei rifiuti – e nonostante tutto qualche problema in questo senso ce l’ha, come periodicamente denunciano cittadini e media locali.

Emergenza rifiuti a Roma
Emergenza rifiuti a Roma

Ad ogni modo, i toni sono stati così accesi sia nell’una che nell’altra città che il sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, si è visto costretto ad intervenire: definendo la bravata «Il gesto di un cretino isolato», e assicurando che i pordenonesi “di nascita” sono solidali con i concittadini nati all’altro capo d’Italia – cosa che in effetti si evince anche dai commenti alla notizia, in buona parte di condanna verso il gesto in questione. «Chi ha scritto quel biglietto è talmente ignorante e razzista non merita nemmeno un commento, ma soltanto lo sdegno – ha poi affermato al Messaggero Veneto Orazio Cantiello, referente del Napoli club di Pordenone -. Questa gente ha la cattiveria, l’ignoranza e il razzismo che si nasconde dietro l’omertà, perché chi ha scritto quelle frasi non ha avuto nemmeno il coraggio di firmarsi».

L’ennesimo polverone sollevato da una bravata, grazie ai social che la amplificano? Forse. Ma anche un episodio che ci ricorda come sia facile cadere nei pregiudizi invece di guardare alla realtà in maniera oggettiva e critica, rifacendosi – complice appunto il “leonismo da tastiera” – a vecchi stereotipi che si auspicavano superati.

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